Fallimento Ammiral, sei mesi al manager

14 Luglio 2019

Ma cade la pesante accusa di bancarotta fraudolenta per Pozzoli. Il tribunale: «Nessuna sottrazione di atti o denaro»

L’AQUILA. Il tribunale ha condannato a sei mesi di reclusione (benefìci di legge) per bancarotta semplice, l’ex manager di Ammiral, che operava nella metallurgia, Luigi Pozzoli. Una sentenza che, comunque, lo ha scagionato da una contestazione ben più grave, quella di bancarotta fraudolenta, perla quale è prevista una pena da 3 a dieci anni. La fraudolenza è stata esclusa con formula piena dal collegio.
Secondo le accuse Pozzoli, originario di Bergamo, avrebbe sottratto o distrutto libri e scritture contabili in modo da rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari della società. Inoltre, avrebbe distratto beni sociali per un valore superiore di poco ai centomila euro. I fatti per i quali sono state svolte indagini risalgono a circa 4 anni fa, mentre il fallimento è del luglio 2016.
Egli si era difeso dicendo che, in occasione della gestione della fabbrica, non poteva comunque esercitare alcun tipo di controllo. Infatti, l’Ammiral era stata trasferita nei locali della Otefal che nel frattempo era passata di mano ad altri imprenditori, i quali l’avevano rilevata.
Proprio la sua veste di fallito (per la chiusura della Otefal di cui fu gestore) gli impediva qualunque controllo della sua seconda azienda. Il suo ingresso in quei locali gli era interdetto per cui non poteva fare alcun intervento. Pozzoli, inoltre, aveva indicato delle persone che, nella veste di impiegati amministrativi, avrebbero potuto fornire informazioni utili su dove fossero documenti e beni sociali. Il tribunale, pur a fronte dell’assoluzione, lo ha interdetto dagli uffici direttivi delle persone giuridiche per sei mesi. Il beneficio della sospensione condizionale della pena è stato concesso in seguito al pagamento in favore della curatela di Ammiral di 5mila euro entro 90 giorni dalla sentenza.
Le motivazioni tra 90 giorni. L’imprenditore è stato assistito nel processo dall’avvocato Vittorio Ivo Fatigati, che, una volta rese note le motivazioni, presenterà ricorso in appello per ottenere la piena assoluzione.
Va ricordato che in precedenza Pozzoli venne ugualmente assolto dalla bancarotta fraudolenta seguita al fallimento dell’altra sua azienda, la Otefal.
Si trattava di un fallimento di ben 7 milioni di euro, ma le accuse del pm, che aveva chiesto 3 anni e mezzo di carcere, si dissolsero dopo le arringhe degli avvocati Attilio Cecchini e Vittorio Ivo Fatigati.
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