Fallisce maxi furto di pannelli solari Ladri inseguiti, fuggono tra i campi

Recuperati 186 moduli per un valore di 40mila euro. Ritrovato anche un furgone rubato a Trasacco I proprietari: «È il terzo colpo in un mese, siamo disperati. La situazione è ormai fuori controllo»
COLLARMELE. È stata costretta ad abbandonare il bottino la banda di ladri che l’altra notte ha smontato un intero impianto di pannelli fotovoltaici: 186 moduli per un valore di 40mila euro. Inseguiti dai proprietari, e con i carabinieri che sopraggiungevano nel senso opposto, i malviventi hanno lasciato il furgone in mezzo alla strada e sono fuggiti a piedi tra le campagne del Fucino. Il mezzo sul quale avevano caricato la refurtiva era stato rubato la sera stessa a Trasacco.
Intorno alle 22 i sensori del sistema anti-intrusione dell’impianto solare hanno rilevato una presenza anomala. Quando i proprietari si sono collegati all’impianto di videosorveglianza hanno notato delle sagome, tre o forse quattro, intente a smontare i pannelli. Prima di introdursi all’interno della proprietà privata i ladri, da veri professionisti del furto, si erano preoccupati di disattivare il sistema di illuminazione mandando in cortocircuito i fari che illuminano la zona. L’impianto preso di mira si trova nel territorio di Collarmele, in località Renare. All’arrivo dei proprietari dell’impianto la banda è fuggita a bordo di un furgone, imboccando la Tiburtina in direzione Avezzano. All’altezza del centro commerciale “Le ginestre”, a Celano, però, alla vista dei lampeggianti di due pattuglie dei carabinieri sono stati costretti ad abbandonare mezzo e refurtiva nel bel mezzo della carreggiata. Una volta scesi dal furgone si sono dileguati nella campagne del Fucino facendo perdere le loro tracce. Si tratta del terzo furto nel giro di un mese ai danni di impianti fotovoltaici della zona. Mentre sono almeno dieci quelli denunciati negli ultimi tempi in tutta la Marsica.
«La notte tra il 6 e il 7 agosto abbiamo subito un altro furto in un impianto di nostra proprietà a Celano», denuncia l’amministratore della Ab Solarpower, Claudio Malvestuto, società proprietaria dell’impianto, «la situazione è ormai fuori controllo: l’aumento della materie prime e la mancanza di reperimento della merce spinge bande organizzate a rubare; il problema è che ormai i ladri, forti di un debole sistema repressivo, continuano indisturbati e rappresentano anche un serio pericolo per l’incolumità pubblica. Il furto si è concluso senza incidenti per puro caso, ma è da sottolineare il fatto che hanno abbandonato un veicolo nel bel mezzo della carreggiata a fari spenti e chiunque avrebbe potuto impattare e trovarsi coinvolto. Chiediamo al prefetto dell’Aquila di intervenire rapidamente convocando i rappresentanti delle forze dell’ordine che lamentano scarso personale per coprire una vasta area come quella fucense. Basti pensare che le pattuglie sono arrivate non prima di 30 minuti, in questo modo i reati predatori sono ovviamente impossibili da contrastare».
Si tratta di bande esperte visto che sono stati portati via solo i moduli di ultima generazione, mentre quelli più vecchi non sono stati toccati. La merce recuperata, 186 moduli, ha un valore di circa 40mila euro ma nella fuga gran parte è stata irrimediabilmente danneggiata. Per fare in fretta sono stati recisi i cavi di alimentazione di ogni singolo modulo. Ci vorranno 2 settimane per ripristinare l’impianto. Alla luce di quanto accaduto, i proprietari degli impianti fotovoltaici hanno deciso di inviare una lettera a prefetto, questore e comandante provinciale dei carabinieri per «sollecitare più attenzione per una zona crocevia di interessi economici facilmente permeabili della criminalità organizzata» chiedendo «più controlli».
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