False assunzioni, due arrestati si difendono

11 Maggio 2017

Colasante e Del Grande: «Abbiamo svolto solo il nostro lavoro». Di Cioccio non risponde al gip

SULMONA. In due, Anna Lisa Colasante e Mario Del Grande, hanno risposto regolarmente alle domande, mentre il terzo, Sandro Di Cioccio, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Strategie difensive diverse quelle scelte dalle tre persone finite agli arresti domiciliari con l’accusa di aver messo su un’associazione a delinquere finalizzata a favorire l’immigrazione clandestina.
«Ho svolto solo il mio lavoro di consulente, definendo le pratiche che mi venivano sottoposte dal mio cliente, sempre nel rigoroso rispetto delle normative che regolano il settore in oggetto». Davanti al gip Gianluca Sarandrea, Anna Lisa Colasante ha spiegato quale fosse il suo ruolo nel rapporto con l’imprenditore pratolano Sandro Di Cioccio, considerato dalla guardia di finanza di Popoli il punto di riferimento e fulcro dell’organizzazione che tramite false assunzioni favoriva l’ingresso e la permanenza in Italia di manodopera clandestina. «Ero solo un dipendente collaboratore di Di Cioccio e non mi sono mai occupato né di reperire operai né di curare la parte amministrativa della ditta, svolgendo esclusivamente il mio ruolo che era quello di lavorare in cantiere», ha detto Del Grande al giudice.
Al termine dell’interrogatorio, che si è svolto al tribunale di Pescara, il gip Sarandrea si è riservato di decidere se accogliere la richiesta del difensore dei tre indagati, l’avvocato Alessandro Margiotta, il quale ha chiesto per i suoi assistiti la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari. A vario titolo sono coinvolte nella vicenda e indagate altre 12 persone. Si tratta di D.M. 51enne di Popoli, M.T., 61 anni di Roccacasale, W.A.P., 52 anni, originario di Avezzano ma residente a Bussi sul Tirino, E.Z., 32 anni, U.X. 27 anni, N.B. 27 anni e L.B., tutti e quattro di Pratola Peligna, I.B. 59 anni di Sulmona, S.P. 41 anni di Crespano del Grappa (Treviso), D.K. 46enne di Introdacqua, U.I. 36 anni di Corfinio e Z.S., 47 anni di Cansano.
L’inchiesta è stata avviata dalla Finanza di Popoli nell’ottobre scorso con accertamenti su alcune aziende peligne. Le Fiamme gialle avrebbero accertato un numero rilevante di false assunzioni con le quali l’organizzazione aveva permesso ad oltre duecentocinquanta persone di usufruire di agevolazioni a spese dello Stato per un totale di quasi 3 milioni.
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