False assunzioni, in tre rinviati a giudizio

Accusati di aver favorito finte pratiche di lavoro per regolarizzare la posizione di sei stranieri
AVEZZANO. Si occupavano di sbrigare le pratiche per cittadini stranieri allo scopo di regolarizzare la loro posizione in Italia e alla fine si facevano pagare per il servizio. Tutto ciò però avveniva in assenza di un vero rapporto lavorativo. In sostanza facevano solo risultare che lavorassero per loro, in modo da ottenere la sanatoria.
Con queste accuse sono state rinviate a giudizio davanti al tribunale di Avezzano tre persone che devono rispondere del reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, ma anche di violazione delle norme sull'immigrazione.
Si tratta di Antonella D'Alessandro, 57 anni, di Avezzano, Antonio Scognamiglio, 75 anni, di Napoli ma residente ad Avezzano, e Luciano Miccichè, 54 anni, di Pescina, residente ad Avezzano. Parti lese nella vicenda sono sei stranieri, tutti tra i 30 e 40 anni: i fatti risalgono al 2012. Secondo l'accusa della procura di Avezzano, al fine di far ottenere ai giovani immigrati «la sanatoria e la regolarizzazione nello Stato italiano», che spetta a chi è assunto, venivano predisposte delle richieste in cambio di somme di denaro. Il tutto però avveniva, sempre secondo la ricostruzione dei fatti da parte della procura, «in assenza del rapporto lavorativo tra datore di lavoro e stranieri». Questa sorta di consulenze illecite per fare in modo che gli stranieri risultassero regolari in Italia, secondo l'accusa, sarebbero state messe in atto a partire dal primo settembre del 2012 e per alcuni mesi successivi. Le indagini della polizia giudiziaria della procura di Avezzano avevano poi portato a individuare i tre accusati, che sono stati rinviati a giudizio con le accuse di falso e con quella di aver violato le norme riguardanti l'immigrazione clandestina. Il giudice per l'udienza preliminari Maria Proia ha quindi fissato il processo davanti al tribunale di Avezzano per il 7 maggio prossimo. I sei marocchini non si sono mai costituiti parte civile. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Gianluca Presutti, Clara Cardamone e Roberto Verdecchia. Gli accusati si sono sempre dichiarati estranei alle accuse che vengono loro mosse. (p.g.)
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