False badanti, perquisizioni a Celano

14 Marzo 2023

Ditta toscana accusata di assunzioni fittizie di stranieri per il permesso di soggiorno, un arrestato ha casa nella Marsica

CELANO. Tocca anche Celano l’inchiesta internazionale sulle false badanti partita da Siena. Nel comune marsicano è stata infatti perquisita l’abitazione in uso a uno dei tre arrestati ieri mattina dalla Guardia di finanza del comando senese, su mandato della procura toscana, perché accusati di aver messo in piedi un mercato di false documentazioni per far ottenere il permesso di soggiorno agli stranieri. In totale sono otto gli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Agli arresti domiciliari per il pericolo di fuga all’estero, sono finiti il promotore e due collaboratori di una società di servizi di Chianciano Terme che, secondo gli inquirenti, ha realmente impiegato soltanto 58 dei 347 badanti assunti dal maggio a 2021 a oggi. A tutti gli altri – quasi duecento stranieri – secondo le accuse ha fornito documenti falsi come contratti di assunzione, buste paga e dichiarazioni di ospitalità per ottenere il permesso di soggiorno, dietro compensi tra i 4 e i 50mila euro.
La svolta nelle indagini è arrivata nei giorni scorsi,a seguito di 14 perquisizioni effettuate dai militari delle fiamme gialle tra le province di Siena, Firenze, Arezzo, Mantova, Viterbo e, appunto, il comune di Calano. Ma accertamenti sono stati svolti anche sul territorio nordafricano attraverso il coinvolgimento dell'Interpol. È dalla Tunisia, infatti, che giungeva la maggior parte dei finti badanti. E sempre in Tunisia era stato aperto uno dei conti correnti all’estero dove veniva trasferito il denaro illecito versato dai migranti in una carta prepagata intestata alla società di Chianciano Terme. «Le tre persone ai domiciliari erano rientrate in Italia il 28 febbraio e avevano un biglietto per la Tunisia per il 7 marzo per poi non fare più ritorno: da qui la necessità dell’esecuzione della misura cautelare per concreto pericolo di fuga», ha spiegato nel corso della conferenza stampa il comandante della guardia di finanza di Siena Antonio Marra. «L’indagine è stata complessa e condotta con intercettazioni e pedinamenti per poter dimostrare che i badanti non svolgevano alcuna attività», ha aggiunto il procuratore facente funzione di Siena Nicola Marini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA