False pensioni, impiegato nei guai
Liquidava soldi ai suoi parenti, dovrà restituire 70mila euro all’Inps
AVEZZANO. Assegnava pensioni di invalidità ai propri parenti avvalendosi della sua posizione lavorativa all'Istituto nazionale di previdenza sociale. Ora è stato condannato dalla Corte dei Conti a restituire i soldi assegnati in modo irregolare, oltre alle spese processuali. Si tratta di Domenico Felli che dovrà pagare quasi 70mila euro per vicende avvenute oltre dieci anni fa. L’uomo era accusato di erogazione di indebite prestazioni pensionistiche a carico dell’Inps e di aver procurato dolosamente profitti ad alcuni dei propri familiari o a soggetti terzi, a vario titolo collegati tra loro. Tutto nasce da un esposto presentato nel 2006 e inviato dal direttore regionale dell’Inps alla Procura regionale della Corte dei Conti. Una denuncia scattata dopo la scoperta di diversi incassi indebiti da parte del dipendente e dei suoi familiari. Il figlio, la moglie, la madre e la suocera incassavano somme a titolo di pensioni di invalidità civile, oltre ai relativi interessi. Felli, da anni impiegato all’Inps di Avezzano, era addetto alla liquidazione dei ratei arretrati e dei relativi accessori di pensioni di invalidità civile. Secondo l’accusa, aveva direttamente e autonomamente la possibilità di provvedere all’attribuzione di trattamenti pensionistici non dovuti. Secondo l’accusa, l’impiegato era arrivato ad assegnare 3.452 euro alla delegata di un’anziana deceduta da circa quattro anni e che, dunque, poteva aver presentato domanda. Così il marsicano è stato condannato dai magistrati contabili a restituire all’Inps la somma di 69.340 euro. (p.g.)
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