Falsi abiti alla moda venduti ai lavoratori dell’ospedale

La Finanza sequestra oltre cento vestiti a un ambulante: un fenomeno in crescita L’uomo lavorava su ordinazione, fra i clienti spuntano numerosi visitatori
SULMONA. Vendeva capi d’abbigliamento ai dipendenti e ai visitatori dell’ospedale di Sulmona a prezzi stracciati e senza ricevuta fiscale. Giacche, scarpe, giacconi, pantaloni e maglie con le firme più famose e ricercate, naturalmente non originali e realizzati clandestinamente. Un fiorente mercato collaterale ai normali canali della distribuzione che è stato stroncato ieri mattina dagli uomini della compagnia della Finanza di Sulmona.
Oltre cento capi sono stati posti sotto sequestro in un blitz portato a termine dopo giorni di preparazione e appostamenti. A finire nella rete dei finanzieri del comandante Luigi Falce, un quarantenne napoletano, già noto alle Fiamme gialle, il quale dovrà rispondere di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni mendaci. Secondo la Finanza, nell’auto del venditore ambulante fermato nel piazzale antistante l’ospedale peligno, c’erano le griffe più in voga del momento: Hogan, Woolrich, Liu Jo, Jeckerson, tutti capi già praticamente piazzati ai frequentatori e ai dipendenti dell’ospedale cittadino. L’uomo, infatti, lavorava su ordinazione, rifornendo clienti già conosciuti, con i quali intratteneva rapporti commerciali da molto tempo.
Prima poche persone, poi amici e parenti, fino a creare una buona rete di distribuzione. Quando le Fiamme gialle lo hanno fermato chiedendogli di aprire il cofano della sua auto, l’ambulante napoletano non ha opposto resistenza. I capi erano custoditi all’interno di due grosse valigie e già selezionati per tipologia: pantaloni e maglie da una parte, scarpe e giacconi dall’altra, già pronti per essere consegnati.
L’iniziativa della Guardia di finanza di Sulmona rientra nell’ambito di una vasta operazione tesa al contrasto della commercializzazione di prodotti contraffatti. Un mercato di vaste dimensioni che oltre a provocare gravi ripercussioni economiche e grandi problemi ai normali canali della distribuzione e ai negozi che hanno l’esclusiva per la vendita di questi particolari e ricercati prodotti, crea un fronte di evasione fiscale che, secondo la guardia di finanza, sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti.
L’obiettivo, a detta dei finanzieri, è contrastare efficacemente questo fenomeno, bloccando il mercato illegale, già alla sua fonte, individuando e mettendo i sigilli ai laboratori, quasi tutti del Napoletano, dove vengono realizzati questi prodotti illegali. Anche perché si tratta di laboratori per la maggior parte realizzati in scantinati e magazzini di fortuna da lavoratori sfruttati e mal pagati e senza alcuna tutela contributiva e assicurativa.
Claudio Lattanzio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

