Falsi certificati, condannati in due

15 Giugno 2019

Inflitti 2 anni e 7 mesi al medico Aratari e 3 anni a Maiello, assolti i Mascitelli e prosciolti Arioli e Fracassi. In 10 a giudizio

AVEZZANO. Due condanne e due proscioglimenti per gli accusati nell’inchiesta sui falsi certificati medici alla Asl di Avezzano, mentre gli altri imputati sono stati rinviati tutti a giudizio a esclusione del medico Gino Arioli, che è stato prosciolto. Diversi i reati per i quali il collegio ha disposto il proscioglimento, ma per 9 persone è rimasto almeno un capo d'accusa che ha portato al rinvio a giudizio. Dovranno presentarsi davanti al giudice il 2 aprile 2020. Il pm ha chiesto pene da tre a quattro anni di reclusione per i quattro accusati che hanno scelto il rito abbreviato.
RITO ABBREVIATO. Sono stati inflitti due anni e sette mesi ad Arnaldo Aratari di Gioia dei Marsi, personaggio chiave nell'inchiesta insieme allo psichiatra della Asl e responsabile del Centro d'igiene mentale (Cim) di Avezzano, Angelo Gallese, e tre anni e tre mesi a Luigi Maiello, agente di polizia penitenziaria di Avezzano. Assolti, invece, Tiziana Mascitelli (assistita dagli avvocati Antonio e Francesco Valentini) e Guglielmo Mascitelli, rispettivamente moglie e anziano suocero di Aratari. Per quest’ultimo e per Aratari la richiesta del pm Andrea Padalino era stata di quattro anni. Mascitelli è stato assistito in giudizio dall'avvocato Marzia Lombardo.
A GIUDIZIO. Per tutti gli altri i imputati si è tenuta l'udienza preliminare davanti al gup, Caterina Di Lauro, per il rinvio a giudizio. Il rinvio a giudizio era stato chiesto (e ottenuto) per lo psichiatra avezzanese Angelo Gallese, per Maria Palma Di Biase di San Benedetto dei Marsi, Paolo Di Bella di Avezzano, Njiac Shahini di Avezzano, Orlando Morelli di Avezzano, Ida Morelli di Avezzano, l'ex consigliere e assessore regionale Mario Panunzi di Avezzano, Carmine Macerola, carabiniere in congedo di Cerchio, Giuseppe Agostinacchio, carabiniere in pensione originario di Roma e il medico Arioli di Ortucchio, il quale è stato prosciolto dall'unico capo di accusa a suo carico. Anche per Gianluca Alfonsi, consigliere provinciale e finanziere di Gioia dei Marsi, il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio. Quest'ultimo è estraneo alla vicenda dei falsi certificati perché è accusato di aver rivelato alcune informazioni riguardante l'indagine mentre parlava con l'accusato Aratari, suo compaesano. Per gli altri le accuse a vario titolo vanno dalla truffa ai danni dello Stato, alla corruzione e al falso. Per Paola Fracassi, scagionata, era stato chiesto invece già nell'udienza precedente il non luogo a procedere. L’accusa si basa sulle indagini della Guardia di finanza, che ha acquisito un'ampia documentazione anche all'interno di locali della Asl. Le accuse vanno dalla frode assicurativa alla truffa ai danni dello Stato, dalla corruzione al falso. L'operazione "Tutti per uno" ha portato a maggio all'esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare di cui tre in carcere e sette ai domiciliari. La richiesta di rinvio a giudizio era stata firmata dal pm Roberto Savelli il 3 ottobre 2018. L'articolata vicenda, collegata anche ad altri filoni su false invalidità, ha fatto emergere, sempre secondo le indagini, un sistema di collegamenti ambigui tra il mondo delle consulenze, quello medico e quello di pazienti conniventi, ma anche il coinvolgimento di insospettabili. Secondo gli accertamenti il Centro di salute mentale della Asl era stato trasformato in una sorta di "emporio" di certificati medici falsi, con il dirigente che, dietro pagamento, di denaro dispensava documenti utili ad avanzare domande risarcitorie all'esito di incidenti stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità e persino richieste di autorizzazioni o permessi per superare misure cautelari pendenti. Nel collegio difensivo gli avvocati Marzia Lombardo, Stefano Guanciale, Antonio Valentini, Mario Del Pretaro, Antonio Milo, Franco Colucci, Francesco Valentini, Antonio Pascale, Cesidio Di Salvatore.
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