Falsi certificati medici, condanne confermate

21 Maggio 2021

Respinto il ricorso in Cassazione di Aratari e Maiello. L’inchiesta portò all’arresto dello psichiatra Gallese

AVEZZANO. È stato respinto in Cassazione il ricorso di Arnaldo Aratari e Luigi Maiello presentato contro la sentenza dell’8 giugno 2020 della Corte appello dell’Aquila che aveva confermato la condanna del giudizio abbreviato.
Il primo, Arnaldo Aratari, era stato condannato per corruzione, mentre Maiello per corruzione propria continuata, falsità ideologica e truffa aggravata ai danni di ente pubblico.
La sentenza in primo grado era stata emessa dal gup del tribunale di Avezzano, Caterina Lauro, nel giugno 2019. Aveva condannato a 2 anni e sette mesi Aratari e tre anni e tre mesi Maiello.
I fatti sono legati alla vicenda che portò all’arresto del medico della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Angelo Gallese, che era responsabile del Centro di salute mentale di Avezzano.
Secondo l’accusa, Aratari pagava Gallese per la predisposizione di cartelle cliniche intestate a sé e alla moglie Tiziana Mascitelli, per attestare una falsa data di inizio delle loro cure nel Centro di salute mentale, da utilizzare nell’ambito di un contenzioso civile. Per quanto riguarda invece Luigi Maiello, agente di custodia nella casa circondariale di Avezzano, sempre secondo l’accusa avrebbe ottenuto varie certificazioni false per giustificare delle assenze dal lavoro, atti con i quali realizzava dei reati di falso ideologico per induzione riguardanti gli accertamenti della Commissione medica di verifica dell’Aquila che attestava il suo stato di salute mentale. L’uomo è accusato anche dei reati di truffa ai danni dell’Ente di appartenenza per l’incasso indebito delle retribuzioni durante l’assenza dal servizio.
L’operazione, avviata inizialmente dal pm Roberto Savelli, poi sostituito dal procuratore Andrea Padalino, era scattata all’alba del 24 maggio 2018.
I finanzieri di Avezzano avevano scoperchiato un presunto giro illecito di compravendita di certificati medici falsi che vedeva il coinvolgimento di medici, politici, esponenti delle forze dell’ordine e imprenditori locali. Si tratterebbe, secondo quanto è emerso nel corso dell’inchiesta, di un vero e proprio sistema illegale: sono infatti diversi i filoni d’indagine che lascerebbero sospettare una vasta e collaudata rete finalizzata a sottrarre illecitamente risorse pubbliche dal sistema sanitario regionale. Punto di snodo dell’inchiesta giudiziaria lo psichiatra Angelo Gallese: secondo l’accusa aveva trasformato il Centro di igiene mentale di Avezzano in una sorta di emporio di certificati falsi dove venivano venduti certificati sanitari con false attestazioni e, spesso, retrodatati. (p.g.)
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