Falsi certificati medici, l’inchiesta si allarga

24 Marzo 2022

A processo una 56enne di Scurcola Marsicana, per l’accusa ha ottenuto favori dallo psichiatra Gallese

AVEZZANO. Si allarga l’inchiesta sui falsi certificati medici. Un nuovo filone si aggiunge al processo che vede alla sbarra già dieci persone finite nel mirino della Guardia di finanza. Ci sono infatti due nuovi rinvii a giudizio disposti dal tribunale di Avezzano, uno nei confronti dello psichiatra Angelo Gallese, già sotto processo nel filone principale, e uno relativo a una paziente. Anche in questo caso si tratta di presunti certificati falsi. Stavolta sarebbero stati rilasciati dal medico a Gisella Mariani, 56 anni, di Scurcola Marsicana. L’udienza è stata fissata al 20 giugno. Secondo la ricostruzione dei fatti, la donna aveva ottenuto un certificato rilasciato da Gallese che attestava come la donna soffrisse di attacchi di panico. Una situazione che era scaturita, secondo la relazione medica, da una controversia con una vicina di casa. Proprio quest'ultima era stata a denunciare quella che, a suo avviso, era un'attestazione falsa rilasciata nei confronti della vicina di casa, ora finita sotto processo. Oggi è previsto il processo davanti al collegio del tribunale a carico degli altri imputati. Se non ci saranno rinvii, saranno ascoltati i test d’accusa e ci sarà l’esame degli imputati. Le accuse si basano su un’ampia documentazione video e cartacea raccolta anche all’interno di locali della Asl con accuse a carico dello psichiatra Gallese. Alla base dell’inchiesta c’è l’operazione “Tutti per uno” che ha portato due anni e mezzo fa all’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare di cui tre in carcere e sette ai domiciliari. La richiesta di rinvio a giudizio era stata firmata il 3 ottobre 2018. L’articolata vicenda, collegata anche ad altri filoni su false invalidità, ha fatto emergere, sempre secondo l'accusa, un sistema di collegamenti ambigui tra il mondo delle consulenze, quello medico e quello di pazienti conniventi, ma anche il coinvolgimento di insospettabili. Il Centro di salute mentale della Asl era stato trasformato, sempre secondo le accuse, in una sorta di “emporio” di certificati medici falsi, con il dirigente Gallese che, dietro pagamento di denaro, dispensava documenti utili ad avanzare domande risarcitorie all’esito di incidenti stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità e persino richieste per permessi necessari a superare misure cautelari pendenti. Accuse sempre respinte dagli imputati che oggi compariranno davanti al tribunale di Avezzano. (p.g.)
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