Falsi certificati medici, scagionato Gallese

9 Settembre 2022

Cadono le accuse anche per Oddi. Era una costola dell’inchiesta che portò all’arresto dello psichiatra

AVEZZANO. Falsi certificati medici per accertare patologie inesistenti. Era questa l’accusa nei confronti del medico psichiatra Angelo Gallese e della paziente Paola Oddi, dirigente della Regione Abruzzo. Dovevano rispondere in concorso di falso ideologico e truffa ai danni dello Stato ma sono stati scagionati da ogni accusa dal giudice per le indagini preliminari, Daria Lombardi. Si tratta di un filone che scaturisce dal processo originario, quello che vede accusato Gallese e altre 15 persone per reati che vanno dalla corruzione alla truffa ai danni dello Stato, dalla frode assicurativa al falso e al favoreggiamento. Questo filone, invece, nasceva da intercettazioni ambientali venute fuori nel corso di quell’inchiesta sul presunto sistema illecito di compravendita di certificati medici falsi. Nella conversazione al centro dell’accusa, Gallese parlava delle certificazioni riguardanti Oddi. Secondo l’accusa, il medico aveva rilasciato il certificato senza avere neanche verificato, tramite adeguate visite e accertamenti, l’esistenza delle patologie riguardanti stress da mobbing. La funzionaria non era stata, secondo l’accusa, neanche sottoposta a visita. Le certificazioni ottenute, inoltre, sempre per l’accusa, erano state usate per ottenere giorni di congedo dal lavoro. Per questo si configurava anche la truffa ai danni dello Stato. Secondo la difesa, al contrario, le intercettazioni non erano utilizzabili in questo processo poiché riguardavano un altro procedimento e comunque si trattava di riprese audiovisive di altre persone che parlavano degli imputati. Le difese hanno evidenziato l’inutilizzabilità di quella intercettazione ambientale che «non era chiara» e che «non aveva alcun contenuto probatorio». Nel merito invece, secondo la difesa, mancavano una deduzione e un accertamento tecnico scientifico che dimostrasse che le patologie non erano state mai dimostrate con visita. Non c’era, in sostanza, un riscontro tecnico scientifico che potesse escludere l'esistenza delle patologie in questione. Secondo la difesa, dunque, non si poteva sostenere che i certificati erano fasulli perché c’era l’assenza di elementi a carico degli imputati. Anche il pm Maurizio Maria Cerrato, che ha ereditato il procedimento da altri pubblici ministeri, ha chiesto il non luogo a procedere. Il collegio difensivo era composto dall’avvocato Franco Colucci, che difendeva Gallese e, Carlo Polce, per Oddi. (p.g.)