Falsi matrimoni in cambio di droga

17 Luglio 2015

Chiesto il rinvio a giudizio per 9 persone, sono accusate anche di traffico e spaccio

AVEZZANO. Falsi matrimoni in cambio di droga e spaccio. Con questa accusa è stato chiesto dal gip del Tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella, il rinvio a giudizio nei confronti di nove persone, otto stranieri e una donna marsicana, coinvolti nell’operazione antidroga denominata “Cuffietta”. L’udienza è fissata per il 29 ottobre all’Aquila e l'accusa è di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti ma anche di aver favorito le richieste e l'ottenimento del permesso di soggiorno organizzando dei falsi matrimoni con ragazze italiane tossicodipendenti che accettavano in cambio di droga. Venivano organizzati da Abdelmoula Belaich, soprannominato appunto “Cuffietta”, già arresto nel corso dell’operazione Karkouba, e da Ahmed Omari, le due menti dell’organizzazione. Il primo era già convolato a nozze con una ragazza del posto, l’altro stava organizzando tutto con una donna di Caserta. In cambio del “favore”, almeno secondo quanto emerso dalle intercettazioni, venivano date dosi di droga alle partner, tossicodipendenti. L’operazione antidroga della Forestale, coordinata dal pm Stefano Gallo, avvenne principalmente a Luco dei Marsi e portò agli arresti di : Abdelmoula Belaich, 21 anni, Emanuela Letta (38), Mohammed Belaiche (44), Malika Himmi (35). Ahmed Omari (37), Omar Toubi (27), Ahmed Mazaui (28), Abderrazzak Nassite (33). Gli accusati sono difesi dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, Roberto Verdecchia, Mauro Ceci, Fernando Longo. (p.g.)

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