Falsi testimoni al processo: in tre condannati a 2 anni

16 Giugno 2021

AVEZZANO. Sono stati condannati dal tribunale di Avezzano a 2 anni di reclusione a testa per falsa testimonianza durante un processo per aggressione. Si tratta dei fratelli Danilo e Luciano D’Ovidio,...

AVEZZANO. Sono stati condannati dal tribunale di Avezzano a 2 anni di reclusione a testa per falsa testimonianza durante un processo per aggressione. Si tratta dei fratelli Danilo e Luciano D’Ovidio, rispettivamente di 38 e 32 anni, e Stefano Vulpiani, 34enne, tutti di Avezzano. Secondo l’accusa, in concorso tra loro avevano testimoniato a favore di un avezzanese accusato di lesioni aggravate per aver picchiato un coetaneo. Le testimonianze false sarebbero avvenute durante il processo celebrato nel 2013. La vicenda riguardava un’aggressione fuori da un locale. L’imputato era stato condannato tre anni e due mesi di reclusione. Era stato invece assolto il fratello che era accusato dello stesso reato in concorso. L’aggressione risaliva al 9 settembre 2009 quando, in pieno centro, all’esterno di un bar in via Corradini, un giovane allora 31enne, insieme al fratello 25enne, ebbero un acceso diverbio con un altro avezzanese, passando alle vie di fatto. Le gravi lesioni riportate lo costrinsero al ricovero con una prognosi di 40 giorni per la rottura del setto nasale e per la distorsione di un dito della mano destra. Dal processo era emersa la responsabilità del fratello più grande, condannato, mentre il fratello minore era stato assolto dall’accusa di lesioni aggravate con la formula dubitativa. Per il condannato era scattata anche l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni, nonché il pagamento della provvisionale pari tremila euro e le spese legali. L’allora giudice del tribunale di Avezzano, Marco Scimia, aveva trasmesso gli atti per tutti i testimoni per il reato di falsa testimonianza. Iniziò così il processo a carico dei testimoni che ora si è concluso con una condanna. I tre giovani sono stati difesi dagli avvocati Antonio Pascale e Carmelo Occhiuto, mentre la parte offesa, ovvero il ferito, era assistita dall’avvocato Roberto Verdecchia. (p.g.)
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