Famiglia intossicata dai funghi La figlia ricoverata in ospedale

Raccolti durante un’escursione in montagna, anche i genitori in osservazione al pronto soccorso Il padre: «Sono anni che nutro questa passione, quelli mangiati sono gli stessi portati più volte a casa»
SULMONA. Sono finiti in ospedale dopo aver mangiato funghi che il capofamiglia aveva raccolto durante un’escursione in montagna. Si sospetta un’intossicazione alimentare per una famiglia di tre persone, padre, madre e figlia minorenne che l’altra sera hanno dovuto raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona dopo aver avvertito forti dolori di pancia. Chiari sintomi di un’intossicazione alimentare riconducibile a quei funghi che avevano mangiato a cena. Ad avere le conseguenze più gravi è stata la figlia della coppia che è stata assalita da dolori lancinanti all’addome tanto da spingere il padre a chiedere l’intervento del personale del 118 che dopo pochi minuti era già sul posto. Da un primo controllo è emerso che si trattava di un’intossicazione alimentare la cui origine andava approfondita con esami specifici in ospedale. Arrivate in pronto soccorso, le tre persone, sono state sottoposte a tutti gli accertamenti del caso. L’uomo ha raccontato che tutti e tre avevano mangiato quei funghi. E dai risultati clinici è arrivata una prima conferma. In condizioni peggiori è subito apparsa la minore tanto che i medici hanno deciso il suo ricovero in ospedale, mentre i genitori sono stati trattenuti sotto osservazione nei locali del pronto soccorso. Dai successivi esami è arrivata la definitiva conferma del fatto che l’intossicazione è stata provocata da qui funghi raccolti dall’uomo durante l’escursione in montagna. «Raccolgo funghi da 30 anni e conosco tutte le specie, o almeno quelle commestibili. Non so spiegarmi cosa sia successo visto che i funghi che abbiamo mangiato erano gli stessi che avevo raccolto decine di volte». I residui di funghi consumati sono stati inviati dal Servizio igiene alimenti e nutrizione della Asl 1 al Centro micologico regionale dell’Arta Abruzzo che si occupa delle intossicazioni fungine. Dagli esami che saranno eseguiti si potrà conoscere la tipologia dei funghi ingeriti. Un episodio analogo si verificò nel 2016 quando, anche in quel caso, una famiglia di tre persone rimase intossicata dopo aver mangiato funghi che avevano ricevuto in regalo.
Dagli esami effettuati anche in quella circostanza, emerse che si trattava di una specie conosciuta in diverse zone dell’Abruzzo come “Orcella” e in altre parti d’Italia come “Nebbione”. Si tratta di un fungo che non rientra nell’elenco delle specie ammesse al consumo da parte del ministero della Salute, ma che viene consumato tranquillamente perché solo in rare circostanze provoca reazioni o intossicazioni alimentari. E, secondo gli addetti ai lavori, è molto probabile che, anche in quest’ultimo caso, potrebbe trattarsi della stessa specie. Lo si saprà con certezza all’esito delle ulteriori analisi.
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