Familiari delle vittime del sisma, mobilitazione anche della politica

Dopo l’appello unanime del consiglio comunale, il sindaco suona alle porte di associazioni e istituzioni: «Con questa iniziativa vogliamo far sentire la vicinanza della nostra città a chi è stato colpito dal lutto»
L’AQUILA. C’è chi devolve il gettone di presenza e chi effettua il versamento a titolo personale. La grande mobilitazione per i familiari degli studenti universitari vittime del terremoto dell’Aquila si è messa in moto. In due giorni sono stati raccolti oltre 9 mila euro. Dopo l’appello unanime del consiglio comunale, è stato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi a contattare i rappresentanti istituzionali, i membri della giunta e le associazioni di categoria, per avviare una “gara di solidarietà” finalizzata alla raccolta fondi in favore dei familiari delle vittime del sisma e sostenerli nel pagamento delle spese legali. «Non si tratta dell’aspetto economico, ma di quello morale e civile», dice il primo cittadino, «della partecipazione della comunità a un dramma che rimane una ferita ancora aperta nel nostro territorio». A dare il via all’iniziativa – dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza choc che non solo ha negato ai familiari i risarcimenti per la perdita dei propri cari, ma li ha anche condannati al pagamento delle spese processuali, era stata l’Associazione vittime universitarie sisma 6 aprile 2009 e L’Aquila per la Vita.
«A seguito del confronto avviato con i familiari delle vittime già a fine luglio e con l’autorizzazione ricevuta qualche giorno fa», afferma Biondi, «ho raccolto l’invito formulato dal consiglio comunale e ho scritto a tutti i componenti della giunta, a tutti i rappresentanti delle istituzioni affinché partecipino alla raccolta dei fondi. Ho maturato fin da subito, come hanno fatto molti miei concittadini, un sentimento di profonda solidarietà e vicinanza nei confronti delle famiglie colpite dal lutto. Nessuno potrà restituire pace a chi in quella tragedia ha perso un figlio ma una mobilitazione così sentita e partecipata sicuramente farà percepire alle famiglie la vicinanza della città».
L’indignazione per la sentenza ha avuto un’eco nazionale. Le donazioni sono giunte anche da fuori provincia segno che ci sono molti non aquilani che si sono dimostrati sensibili a questa causa. «Quello che sta accadendo per noi è importante e ci fa davvero piacere», dice Sergio Bianchi, papà di Nicola, una delle vittime del sisma, «è il segnale che L’Aquila e gli aquilani si stanno ribellando a quella che noi riteniamo essere una giustizia farlocca e iniqua. È un passo importante», aggiunge Bianchi, «e ringrazio il primo cittadino per la posizione pubblica che ha preso dimostrandoci vicinanza». Stessa emozione per Maurizio Santilli.
«Non ci aspettavamo questa iniziativa», dice il cognato di Daniela Bortoletti, altra universitaria che ha perso la vita all’Aquila, «tutto è partito dalla manifestazione di luglio dopo la lettura della sentenza e questo affetto arrivato a distanza di tanto tempo ci ha emozionato».
E conclude «È il segno di una città che non dimentica e che ha capito la drammaticità della vicenda che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere».
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