Fanfani: «Daremo i soldi per il Torrione»

La Fondazione Carispaq finanzierà il recupero del monumento, operai del Comune subito al lavoro
L’AQUILA. L’appello del Gruppo d’azione civico Jemo ’nnanzi, sorto dopo il terremoto del 6 aprile 2009, e la manifestazione dimostrativa di imbandierare il monumento del Torrione con il tricolore, ha avuto i suoi effetti.
Praticamente immediati, visto che in una sola mattinata il sindaco Massimo Cialente ha inviato alcuni operai a raccogliere le pietre cadute da tempo e sistemarle in modo da non farle disperdere – oltre a non creare pericoli –. Ma sempre ieri mattina, a margine della presentazione del progetto di riqualificazione del parco del Castello, il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, ha annunciato che finanzierà il recupero del monumento del Torrione.
«È un impegno che prendo a nome della Fondazione Carispaq», ha detto Fanfani, «perché si tratta di un altro dei simboli importanti di questa città. Importante soprattutto per i cittadini aquilani, che devono ritrovare la loro identità».
È proprio di due giorni fa l’appello – almeno uno degli ultimi – del gruppo Jemo ’nnanzi, che in circolo intorno al Torrione (l’antica torre che ha dato il nome al quartiere), ha avvolto il monumento in una enorme bandiera tricolore, in segno di protesta per l’incuria in cui versa la struttura.
Un “flash mob”, quello degli attivisti del Gruppo, per sensibilizzare autorità, enti preposti e opinione pubblica, sulla necessità di salvaguardare il monumento, già preda dell’incuria prima del terremoto e poi anche danneggiato dalle scosse dopo il 6 aprile.
«Va salvaguardato», aveva detto tre giorni fa Cesare Ianni, portavoce del Gruppo, «e perciò l’abbiamo idealmente avvolto con il nostro tricolore, lungo 25 metri. Perché anche il Torrione deve andare avanti». E ora, in effetti, andrà avanti.(v.p.)
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