Fanini, lacrime e applausi dei pazienti

21 Ottobre 2018

Folla nella basilica di San Bernardino per i funerali del medico scomparso a 66 anni stroncato da un malore

L’AQUILA. «Grazie dottore. Grazie a nome di tutte quelle donne che uscivano dal tuo studio con una speranza in più». I ricordi dei colleghi di lavoro pronunciati al termine della cerimonia funebre danno il senso della stima per Rodolfo Fanini, il medico oncologo scomparso due giorni fa a 66 anni. Una morte improvvisa, che ha scosso un’intera comunità.
«Ricordo quando si iniziava a parlare di prevenzione», racconta un’altra collega, «e insieme a Fanini abbiamo creato due ambulatori, uno all’Aquila e uno ad Avezzano, dove lui settimanalmente e gratuitamente visitava le donne». Persone che si trovavano ad affrontare malattie allora terribili, patologie che, grazie all’impegno di medici come Fanini, che anni fa contribuì a creare all’Aquila una sede della Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori), sono oggi curabili con sempre maggiore frequenza. Un mestiere duro, quello del medico oncologo, una lotta continua contro il dolore e la paura, sempre in bilico, ma Rodolfo Fanini riusciva a donare alle sue pazienti il sorriso. «Era capace di entrare in empatia con le persone che curava», racconta padre Luciano Milantoni, che insieme a don Alfredo Cantalini e padre Corrado Lancione ha concelebrato la messa, davanti a una folla che ha occupato ogni posto a sedere a San Bernardino. Tante persone che erano arrivate ad affollare il sagrato molto prima che iniziasse la messa, con i vigili urbani che provvedevano a mantenere libero dalle auto lo spazio antistante. Una folla silenziosa che si è stretta intorno alla famiglia e si è sciolta in lunghi applausi al momento del ricordo dei colleghi e dei parenti. «Era un dottore gentiluomo», ricorda il sacerdote, «che viveva il suo lavoro come un servizio, anzi, come un ministero». «Grazie per quello che hai fatto», ha detto citando la parabola del Buon Samaritano, «perché, come lui, hai saputo chinarti verso la sofferenza».
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