Fare Centro, arrivano altri 8 milioni

15 Settembre 2018

Il presidente vicario della Regione, Lolli: «Saranno finanziate ulteriori 131 attività, per un totale di 20 milioni»

L’AQUILA. Saluti, titoli di coda e ringraziamenti. Giovanni Lolli, presidente vicario della Regione, ieri mattina ha elargito un pezzo della sua eredità politica, il bando Fare Centro, che lascerà anche a memoria futura, comunque vadano le cose alle elezioni regionali, perché ha auspicato ci sia un altro bando.
Ha chiuso in bellezza, Lolli, con un finanziamento di ulteriori 8 milioni di euro in dotazione al bando attuale, i quali contribuiranno per altre 131 pratiche della linea B (nuove attività), con scorrimento della graduatoria, sempre grazie al 4% dei fondi per la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere per del 2009. Con questo ultimo finanziamento, però, si è concluso il bando, per un totale di 20 milioni di euro.
Insieme al direttore generale della Regione, Vincenzo Rivera, al consigliere regionale Pd, Pierpaolo Pietrucci, e al dirigente Sergio Natalia, ieri mattina a Palazzo Silone, nella sala Celestino V – forse solo una coincidenza la presenza, nei paraggi, di padre Quirino Salomone –, mancava soltanto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi (impegni istituzionali). Mentre c’erano tutte le altre componenti interessate: da Celso Cioni (Confcommercio) a Massimiliano Mari Fiamma, a diversi commercianti e rappresentanti degli ordini professionali (quest’ultimi sono quelli che hanno beneficiato maggiormente del bando Fare Centro nella prima tranche, mentre nella seconda sembra sia prevalso il settore alloggi-ristorazione). E poi il via alla danza dei numeri: con questa ultima dotazione, si passerà dalle 74 originarie a 205 domande finanziate (fino al punteggio 14), per un ammontare complessivo pari a 11.831.776,2 euro. Si presume che, con successive economie, nell’ambito del bando potranno essere finanziate all’incirca ulteriori 30 pratiche della Linea B. Dall’analisi delle domande si evince il ruolo preponderante che assume la città dell’Aquila, che vedrà finanziati 111 progetti, oltre il 50 per cento delle domande complessive. In totale 160 domande nella provincia aquilana, 26 in quella di Pescara e 19 a Teramo.
Per quanto riguarda le categorie merceologiche, un ruolo di rilievo hanno le attività di servizi di alloggio e di ristorazione, che sono oltre il 43 per cento del totale delle domande pervenute.
Per la Linea A (rientro di attività già esistenti) L’Aquila ha un ruolo ancora maggiore. Infatti, delle 147 domande che verranno, finanziate ben 132 provengono dal capoluogo. Ad oggi sono pervenute 88 richieste di rendicontazione. Ne sono state lavorate 78. Sono in via d’esame le ulteriori 10.
«Si tratta», ha commentato Lolli, «di un bando innovativo con forte impatto sociale, unico in Italia che altre realtà stanno ricalcando. Sarà fondamentale rivitalizzare, da un punto di vista imprenditoriale, le aree storiche per ridare slancio a un tesoro paesaggistico e culturale che tutti ci invidiano. Ad oggi tutte le domande esaminate ai fini della rendicontazione sono state finanziate in tempi rapidi. Gli addetti alla rendicontazione sono andati incontro alle esigenze dei beneficiari, chiedendo, in certi casi, più volte, integrazioni. In alcuni casi tuttavia, otteniamo risposte con forte ritardo. L’iniziativa ha favorito il ritorno nel centro storico di numerose attività produttive, sostenendo adeguatamente i progetti imprenditoriali. Il popolamento del centro dell’Aquila da parte di imprese, associazioni, ordini professionali e delle attività collegate, consentirà al nucleo urbano aquilano di riassumere, progressivamente, il ruolo di traino dell’economia cittadina e dell’intero comprensorio che aveva prima del sisma».
«L’importante è che, dopo le elezioni la Regione non dimentichi il problema L’Aquila», ha incalzato Mari Fiamma, «a cominciare da quello della restituzione delle tasse, che il governo sembra non voler affrontare».
Cioni, direttore regionale di Confcommercio, ha apprezzato «il metodo della concertazione usato da Lolli. E speriamo che anche altri uffici della Regione si impegnino con passione come hanno fatto in questo caso. Se nei prossimi 24 mesi in centro ci saranno 250 attività, sarà stato un vero successo».
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