«Fare centro, il bando va esteso»

10 Maggio 2017

Raccolta di firme del comitato L’Aquila Possibile per l’integrazione di altre zone

L’AQUILA. Rivedere la perimetrazione del bando “Fare centro”, estendendo le aree che potranno beneficiare dei contributi previsti per nuovi insediamenti e ricollocazione delle attività produttive. Il comitato “L’Aquila Possibile” ha avviato una raccolta di firme per modificare e integrare le zone ammissibili a finanziamento. L’iniziativa punta a sanare quello che il comitato ritiene un gap: l’esclusione dal bando di tutta l’area a Sud-Est. In particolare, via Gualtieri d’Ocre, via Strinella, via Caldora, via Chiarizia, via Teramo, via Atri, via Montereale, via Pescara e via Tagliacozzo. Ma vengono citate anche due grandi arterie cittadine, viale Gran Sasso e via della Croce Rossa, «che è stata inserita solo nella misura C del bando Fare centro». La petizione ha preso spunto anche dalla scelta di inserire nelle aree che potranno beneficiare dei contributi Fonte Cerreto e San Pietro della Jenca, «assolutamente periferiche», fa notare “L’Aquila Possibile”. Un bando che i rappresentanti del comitato ritengono «discriminante per alcune aree rispetto ad altre, anche all’interno dello stesso centro storico. In particolare tutta l’area a Sud- Est della città. L’obiettivo della raccolta di firme è arrivare a una rettifica del bando, che ha richiesto mesi e mesi di confronti interlocutori, anche con le associazioni di categoria, «per dare pari opportunità di sviluppo a tutto il centro storico e alle zone limitrofe». Fare centro prevede un primo stanziamento di 20 milioni, spalmati su tre linee di finanziamento: la prima riguarda il rientro nelle mura storiche e nei centri dei comuni del cratere delle attività che si sono delocalizzate dopo il sisma. La seconda linea fa riferimento ai nuovi insediamenti commerciali e artigianali, studi professionali e servizi. La terza è dedicata alla riqualificazione di viale della Croce Rossa, che dopo il terremoto ha accolto moltissime attività, per consentire alle stesse di riaprire in tempi rapidissimi. Prima del 6 aprile in centro operavano circa mille attività produttive. Al momento, sono appena una cinquantina. Si calcola che, con il bando a regime, potrebbero arrivare a 250.
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