Farmaci scaduti, altri sei indagati

1 Maggio 2018

Sotto inchiesta alcune infermiere che negano: mai somministrati a nessun paziente medicinali non più efficaci

L’AQUILA. Altre sei persone sono finite nel registro degli indagati per la presunta somministrazione di un farmaco scaduto a un’anziana ospite della casa di riposo Villa Dorotea a Scoppito. È quanto si evince alla fine dell’inchiesta dei carabinieri del Nas di Pescara dopo un blitz fatto un paio di mesi fa nella struttura sanitaria. In essa, va precisato, gli investigatori hanno trovato tutto a posto e una gestione corretta ma contestano, per l’appunto, la sola somministrazione di un farmaco scaduto. In un primo momento il solo indagato è stato il direttore, Vincenzo Colorizio, ma il suo avvocato ha rilevato che la gestione e conservazione dei medicinali non è cosa che lo riguarda stando al mansionario. In un momento successivo sono finite nel registro degli indagati alcune infermiere le quali, tempo addietro, sono state quasi tutte ascoltate dai carabinieri e hanno contestato l’accusa. Nel senso che, a loro dire, a nessuno è mai stato somministrato un farmaco scaduto nelle terapie anche perché esiste una rete di controlli per la quale i farmaci non più adatti vengono eliminati. Tra l’altro sembra che il farmaco in questione fosse di uso sporadico e forse non era più tra quelli che di solito si prescrivono. Ora, sulla scorta della relazione dei Nas che sembrano insistere sulla loro tesi, il caso passa direttamente nelle mani del pm Stefano Gallo. I militari, in particolare, sottoposero a sequestro preventivo due confezioni di medicinale: una con sette capsule trovata in un carrello per le terapie e una in un armadietto nel quale sono riposti i medicinali. Ma è anche vero che il fatto che fossero lì non dimostra per forza che siano stati somministrati una volta scaduti come ipotizzano gli investigatori. Nel corso del procedimento i sospettati sono assistiti dagli avvocati di fiducia Carlo Benedetti e Maurizio Dionisio.
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