Favori e omissioni, colonnello a giudizio

Il comandante marsicano dei carabinieri forestali di Ascoli nei guai per presunti illeciti. L’ufficiale respinge tutte le accuse
TRASACCO. È accusato di favoreggiamento e omissione, ma anche di aver tentato un abuso d’ufficio nei confronti dei suoi sottoposti. Si tratta del comandante provinciale dei carabinieri forestali di Ascoli Piceno, il colonnello Piero Possanzini, 64 anni, di Trasacco. L’ufficiale è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Fermo per degli episodi avvenuti, secondo l’accusa, tra il 2015 e il 2017. Possanzini, davanti al pubblico ministero, ha respinto tutte le accuse. Il primo episodio contestato riguarda i controlli di una pattuglia del Corpo forestale di Montegiorgio. I due forestali avevano contestato a una ditta un trasporto di rifiuti non pericolosi in assenza del formulario. Secondo la Procura, il comandante, un’ora dopo essere venuto a conoscenza dell’accaduto, avrebbe telefonato a uno dei due forestali chiedendo espressamente di «sospendere il verbale» poiché queste «sono persone che si conoscono e che lavorano, non è che sono delinquenti». In un altro episodio, nel maggio 2016, gli stessi forestali del caso precedente avevano ricevuto una soffiata riguardo il malfunzionamento del depuratore di Rapagnano, col rischio di inquinamento delle acque. Il colonnello marsicano, sempre secondo l’accusa, avrebbe chiesto all’addetto alla calendarizzazione degli interventi di posticipare i controlli al depuratore e di non intervenire prima di settembre, così come richiestogli dal sindaco Remigio Ceroni poiché erano in corso lavori di manutenzione dell’impianto. In un ultimo reato ipotizzato, il colonnello è accusato di favoreggiamento perché, sempre in qualità di comandante provinciale, non avrebbe denunciato dei reati commessi da un residente in materia di urbanistica ed edilizia dei quali era a conoscenza. Notizie che secondo la Procura che ha indagato sul caso sarebbero state portate all’attenzione dell'autorità giudiziaria con circa un anno e mezzo di ritardo. L’udienza è stata fissata per l’8 maggio prossimo su richiesta del giudice del tribunale di Fermo, Cesare Marziali. (p.g.)
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