Favoriti perde un candidato

20 Maggio 2016

Comunali a Ortucchio, il Consiglio di Stato esclude l’agente del carcere: «Certificato irregolare»

ORTUCCHIO. Alle prossime Comunali non ci sarà un candidato nella lista “Ortucchio che vogliamo” di Raffaele Favoriti. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del prefetto dell’Aquila e ha bocciato la sentenza del Tar che aveva riammesso l’aspirante consigliere Enzo Di Salvatore. Dopo una prima esclusione da parte della commissione elettorale territoriale di Celano, il candidato e il suo avvocato Roberto Iageregger avevano fatto ricorso. Il Tar aveva quindi riammesso l’agente della polizia penitenziaria dell’Isola d’Elba di concorrere regolarmente alle elezioni. Sulla vicenda, però, è intervenuto il Consiglio di Stato che in sostanza ha contestato la mancata presentazione da parte del candidato del certificato di iscrizione nelle liste elettorali del Comune di Porto Azzurro (Livorno). Sulla base di questa motivazione, il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del Tar che prevedeva la riammissione di Di Salvatore. La posizione sostenuta in partenza era che il certificato non poteva essere consegnato per forza maggiore, indipendente dalla volontà del candidato. Infatti, secondo la posizione del consigliere, «era incorso incolpevolmente nelle conseguenze scaturite da un grave disguido amministrativo». Tutto sarebbe nato dalla consultazione degli orari sul sito internet ufficiale del Comune di residenza del candidato. L’agente di polizia penitenziaria aveva dichiarato che era andato al municipio di Porto Azzurro per richiedere il certificato di sabato ma lo aveva trovato chiuso. M ciò era avvenuto senza che lui ne avesse colpa. Infatti, stando a quanto riportato sul web quel giorno doveva essere aperto. Il Consiglio di Stato non ha creduto a questa tesi: il candidato, in sostanza, non ha provato di essersi tempestivamente attivato per la richiesta del certificato elettorale, facendo venire meno l’onere di diligenza. «Tenuto conto della distanza tra Ortucchio e Porto Azzurro il candidato si sarebbe dovuto attivare prima», erano una delle motivazioni del ricorso presentato dal prefetto. (p.g.)

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