Febbo: impegnati per la cultura

26 Aprile 2019

L’assessore regionale replica alle accuse di De Santis: non si è accorto del voto

L’AQUILA. «Molto probabilmente il consigliere comunale dell'Aquila, Lelio De Santis, non si è accorto che si sono svolte le elezioni regionali e di conseguenza la sua denuncia è indirizzata alla precedente giunta D'Alfonso, tra l'altro sostenuta proprio da lui, la quale per 46 mesi, su 54, è stata senza un assessore con delega alla Cultura, oltre a quella del Turismo». L’assessoree regionale Mauro febbo replica alle accuse di De Santis, il quale ha afferemato che la Regione ha poca attenzione alla Cultura e non ha neppure un assessorato dedicato. «Come è strano anche la tempistica di De Santis visto che in tutti i precedenti anni non è mai intervento in tale senso. Ad ogni buon conto voglio rassicurare ed informare De Santis che, oltre ad essere cambiata la giunta regionale avendo al suo interno un assessore autonomo con delega alla Cultura e anche ai Beni Culturali», sostiene Febbo, «oggi è cambiato soprattutto il modo di lavorare e il mio impegno sarà proprio quello di ricollocare l'Abruzzo in Italia e in Europa attraverso un marchio e una propria identità riconoscibile di arte, tradizioni e turismo. Quindi, non solo oggi c'è un assessore specifico alla Cultura e anche ai Beni Culturali, dopo cinque anni di totale assenza, ma anche e soprattutto un concreto percorso su cui indirizzare la cultura della nostra Regione. Infatti in questi primi due mesi scarsi di lavoro ho avviato con la struttura di mia competenza una specifica ricognizione sia dei fondi a disposizione, sia dei lavori esistenti, così da avviare e rimodulare un concreto sviluppo progettuale con una prospettiva a lungo termine. Non è certo colpa di questa giunta», conclude l’assessore Febbo, «se in Regione mancano molti dirigenti, come negli uffici della Cultura dove è venuto a mancare più di un anno fa, e sarà mio impegno attribuirne uno competente. Nonostante ciò, il poco personale a disposizione ha lavorato molto e bene. Inoltre ricordo come solo il 10 aprile proprio all'Aquila si è riunita una Commissione ministeriale, dove hanno preso parte esponenti autorevoli anche del governo centrale, proprio per avviare un progetto di legge e un modello culturale».