Febbo: prioritario tutelare 1.500 dipendenti

29 Gennaio 2020

L’assessore regionale: si può accedere a finanziamenti agevolati, aspettiamo richieste concrete

AVEZZANO. La Regione Abruzzo si prepara a tendere una mano a LFoundry. Al termine del vertice al ministero per lo Sviluppo economico, l’assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo, ha assicurato un aiuto da parte dell’istituzione e allo stesso tempo ha chiesto un atto di responsabilità ai sindacati.
«Incontro produttivo per i dipendenti e l’azienda LFoundry», è il parere di Febbo, «ma occorre entrare nel dettaglio per capire bene la tipologia degli investimenti e i nuovi 43 prodotti che si andranno a realizzare, nel contempo è positiva la notizia della fine dei contratti di solidarietà. La Regione attiverà le misure di sua competenza ma al contempo la Wuxi, start-up cinese che ha acquisito a luglio scorso il 100 per 100 delle quote del sito avezzanese, deve chiarire quali sono le sue reali intenzioni d’investimento per l’azienda marsicana».
Secondo Febbo «è necessario fare luce su alcuni elementi con la proprietà, come la definizione del settore in cui vengono effettuati gli investimenti, la possibilità di accedere a forme di finanziamento agevolato attraverso i contratti di sviluppo, di ricerca e d’investimento e come l’attivazione di incentivi alla formazione e riqualificazione del personale. Su questi ultimi strumenti, come sulla proroga degli ammortizzatori, la Regione si attende dall’azienda richieste concrete con l’obiettivo prioritario di tutelare i 1.500 dipendenti e un senso di responsabilità da parte dei sindacati e della proprietà dell’azienda al fine di pianificare al meglio i futuri investimenti attivando tutti gli strumenti necessari e presenti».
Al vertice erano presenti anche il consigliere regionale, Giorgio Fedele, e la senatrice Gabriella Di Girolamo, entrambi dei 5 Stelle. «La rappresentazione del business plan non è stata del tutto chiara», precisa Fedele, «il contesto è chiaramente cambiato: nel 2018 si parlava di contratti di solidarietà ed esuberi, oggi di crescita e sviluppo. Per ora, però, tutto ciò resta solo un’idea perché il piano, così come illustrato, non ha permesso di trarre conclusioni. Serve necessariamente una sinergia del territorio per affrontare questa situazione». (e.b.)
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