Fedeli a messa, ora dietrofront sulle multe

7 Aprile 2020

Per la polizia locale non c’è stata alcuna violazione: in chiesa solo le figure previste nella circolare

SULMONA. Non saranno multati e potranno custodire in casa il ramoscello d’ulivo senza guardarlo come amaro ricordo della Domenica delle palme “contagiata” dal coronavirus. Tirano un sospiro di sollievo i fedeli sorpresi ieri nella chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, nella frazione di Badia ad assistere alla messa della Domenica delle palme celebrata da don Andrea Accivile. Il comandante della polizia locale, maggiore Leonardo Mercurio, dopo una verifica attenta della circolare del ministero dell’Interno sui riti liturgici del culto, ha deciso che non c’è stata nessuna violazione. La normativa infatti dispone che il numero dei partecipanti ai riti della Settimana Santa e alle celebrazioni similari «non potrà che essere limitato ai celebranti, al diacono, al lettore, all’organista, al cantore e agli operatori della trasmissione in streaming della funzione religiosa». Alla polizia locale, infatti, i presenti hanno dichiarato di essere proprio i rappresentanti di quelle figure previste nella circolare del ministero.
L’unica violazione riscontrata è quella riguardante la porta della chiesa lasciata aperta e che invece andava chiusa. «Una dimenticanza tutto sommato lieve», afferma il comandante Mercurio, «per la quale non è prevista sanzione né per il parroco né per i presenti in chiesa». Una posizione in linea con quanto asserito da don Andrea, che si è detto convinto di non aver violato alcuna norma. Dunque nessun verbale, ma nonostante ciò la vicenda ha però provocato tensioni e discussioni nella comunità della frazione. Tante le telefonate intercorse tra i parrocchiani per individuare il residente che ha chiesto l’intervento dei vigili urbani. Il timore di un pericolo di contagio nella piccola comunità potrebbe aver motivato la richiesta di intervento alla polizia municipale. Un intervento che non tutti nella frazione hanno, però, approvato.
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