Fedeli in pellegrinaggio a Sant’Angelo

BALSORANO. Un appuntamento che si rinnova da oltre 400 anni nel segno della devozione, della tradizione e dell’amore verso un luogo di culto caro a tutti i balsoranesi e che coinvolge centinaia di...
BALSORANO. Un appuntamento che si rinnova da oltre 400 anni nel segno della devozione, della tradizione e dell’amore verso un luogo di culto caro a tutti i balsoranesi e che coinvolge centinaia di fedeli di altre zone, provenienti anche da fuori regione. Si tratta della celebrazione eucaristica nella chiusura del Santuario di Sant’Angelo e preghiera di liberazione a San Michele programmata dal rettore don Silvano Casciotti, parroco della Santissima Trinità, e dal direttivo della confraternita guidata dal priore Roberto Santoro. Il programma prevede alle 9.30 l’inizio via Crucis; alle 10.30 la recita del Rosario; alle 11.30 la celebrazione della messa seguita poi dal pranzo. La giornata di domenica conclude un anno di intensa attività iniziato a marzo nel giorno di San Giuseppe, con la Liturgia. Tutti i membri del direttivo mettono a disposizione, gratuitamente, la loro opera per effettuare lavori di manutenzione all’interno e all’esterno della grotta, accogliendo tutti coloro che, nel corso dei mesi, si alternano nella visita al Santuario. Stando alle stime, non meno di 7.000 persone hanno percorso il tortuoso tracciato per raggiungere questo luogo sacro e trascorrere una giornata tra il verde che la circonda e il silenzio che invita alla meditazione. Salvaguardare il santuario di Sant’Angelo per tramandarlo alle future generazioni, è l’impegno costante di tutti i membri della confraternita. Il santuario, infatti, è antichissimo dal momento che la prima menzione ufficiale è data dalla Bolla Papale del 1296 firmata da Bonifacio VIII, scovata dal compianto storico rovetano don Gaetano Squilla. La bolla invita il vescovo di Sora, Nicola, a recuperare i beni del monastero, appartenuto all’ordine di San Benedetto che, in quel periodo, era ridotto in miserevoli condizioni e i suoi beni erano stati usurpati. Tra i momenti più significativi, si segnalano gli esercizi spirituali nella seconda settimana di maggio con la presenza di soli uomini. Per cinque giorni si isolano dal resto del mondo e si raccolgono in preghiera. Dopo tanti anni il ritiro, a fine luglio, viene effettuato anche dalla donne. Con queste premesse è facile immaginare l’importanza che assume il giorno di chiusura del santuario.
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