Federico e i gay, niente diffamazione Assolto in Appello 38enne di Chieti

Accolta dai giudici la tesi della provocazione, in primo grado l’uomo era stato condannato a 4 mesi La vicenda giudiziaria scaturita dalle parole sull’omosessualità pronunciate dall’allora sindaco
SULMONA. Era stato condannato a quattro mesi di reclusione per il reato di diffamazione per aver insultato l’ex sindaco di Sulmona, il medico Fabio Federico, che definì gli omosessuali come «un’aberrazione genetica». Ora è stato assolto dalla Corte d’Appello dell’Aquila, «che ha di fatto ribaltato la sentenza di primo grado, emessa nel 2018 dal Tribunale di Pescara. Protagonista della vicenda è un 38enne di Chieti che nel 2011 attaccò, con un commento su YouTube, l’allora sindaco di Sulmona, Federico, per quelle parole pronunciate in un video risalente al 2006. Cinque anni dopo quelle dichiarazioni a una emittente televisiva locale, nel 2011, il video tornò alla ribalta sui social e in tanti criticarono Federico, che si era detto convinto che «chi è omosessuale fa una scelta contraria a quella indicata dalla natura».
L’ex sindaco denunciò numerose persone, tra cui il chietino, che quattro anni fa fu condannato. Poi il ricorso in Appello e questa nuova sentenza pronunciata alcuni giorni fa. Si attende ora di conoscere le motivazioni, che verranno depositate entro il 30 aprile. «Siamo molto soddisfatti per questa sentenza», afferma l’avvocato Monica Ruscillo. «Abbiamo sostenuto che il reato non fosse perseguibile perché era sussistente l’esimente della provocazione. Il mio assistito non doveva essere condannato proprio perché aveva risposto a una provocazione, tra l’altro di un esponente istituzionale. I contenuti di quel video, ancora disponibile sul web, sono noti a tutti e sono di una gravità indiscutibile». Insieme al 38enne di Chieti, Federico denunciò altre 31 persone scatenando la reazione di molte associazioni omosessuali tra cui l’Arcigay. Nei giorni successivi alla divulgazione del filmato in cui pronunciava quella frase contro gli omosessuali, Federico aveva partecipato a una manifestazione organizzata dalle associazioni omosessuali contro le sue dichiarazioni, donando confetti giallo rossi, i colori della città, e aveva fatto affiggere sui muri di Sulmona dei manifesti contro l’omofobia, ribadendo che le sue affermazioni erano frutto di una «manipolazione già rilevata dalla magistratura». Ora la sentenza di assoluzione per il 38enne di Chieti. (c.l.)
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