Ferì un ragazzo, condannato a 7 anni

Questa la pena inflitta al marocchino che durante una rissa in piazza accoltellò un 17enne, rito abbreviato per il complice
AVEZZANO. È stato condannato a una pena di 7 anni e due mesi per aver accoltellato un minorenne in piazza l’estate passata. Si tratta di Ghettas Yassine, 30 anni di origine marocchina, che era stato arrestato dalla polizia il 23 giugno perché uno dei protagonisti della rissa che un sabato sera era sfociata nel ferimento di un ragazzo avezzanese di 17 anni a scopo di rapina. Lo ha stabilito il tribunale di Avezzano che sarà chiamato a pronunciarsi la prossima settimana anche nei confronti di un altro complice, El Hou Sofiane, di 26 anni, per il quale si procede con rito abbreviato. Yassine è il marocchino che, pochi giorni dopo la rissa, era stato inseguito per le vie della città da un gruppo di persone con bastoni e spranghe di ferro, proprio perché ritenuto il complice di El Hou Sofiane, arrestato qualche giorno prima di lui. Quel sabato sera, il minorenne era stato ferito con un coltello alla gola e rapinato, mentre un altro minorenne era stato colpito con una bottigliata in testa. Ghettas Yassine era stato già identificato la mattina successiva all’accoltellamento dagli agenti del commissariato e foto-segnalato. Poi, però, era stato rilasciato in attesa di provvedimenti restrittivi che non erano ancora arrivati. Dopo le indagini il giovane era stato di nuovo portato in commissariato per essere identificato probabilmente al fine di un eventuale riconoscimento. Però, solo dopo la rappresaglia, era scattato a tarda ora l’arresto del marocchino, sempre da parte della polizia.
La spedizione punitiva nei suoi confronti aveva fatto molto clamore. Un fatto avvenuto in un periodo di grande tensione per la città a causa di numerosi episodi di microcriminalità registrati in quel periodo, tra cui il ferimento di un carabiniere aggredito da un dominicano e finito in ospedale in prognosi riservata. Una situazione incandescente che aveva avuto il suo apice proprio in quella serata di sabato quando il centro era stato teatro di una serie di risse. Tra queste, quella che aveva visto coinvolti i due stranieri. Secondo numerose testimonianze, il giovane era stato prima accerchiato e poi, una volta riuscito a fuggire, inseguito per un tratto di strada fino a piazza Risorgimento, e ancora fino alla caserma dei carabinieri di Avezzano dove si era rifugiato. Era ritenuto, dai ragazzi che lo inseguivano, il secondo marocchino coinvolto nella rissa. Fino a quel momento, non c’erano conferme ufficiali di un suo coinvolgimento con i fatti del sabato sera. In quell’occasione 6 persone erano state identificate dai carabinieri poiché arrivate davanti alla caserma in cerca del marocchino.
Ora è arrivata la condanna per le accuse di rapina, lesioni, minaccia a mana armata e porto abusivo di coltello. La parte civile era assistita dall’avvocato Gianluca Presutti.
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