Ferella: accogliamo bene gli alpini
Il consigliere comunale racconta una trasferta a Vittorio Veneto
L’AQUILA. «Che l’adunata alpini 2015 sarà un evento eccezionale per il nostro territorio è una certezza. Quello che ho potuto scoprire è come l’attesa dell’adunata dell’Aquila sia particolarmente forte tra gli alpini e le istituzioni di tutto il territorio nazionale». A parlare è il consigliere comunale Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) che spiega di aver avuto l’onore di accompagnare il gruppo alpini di Paganica in un evento ufficiale nella sezione gemellata di Vittorio Veneto, che, dopo il sisma, ha donato ai paganichesi una bellissima struttura. «Nel comune di Cison di Valmarino, lungo la Valle di San Daniele, vi è un luogo che dai primi anni Settanta, per un’idea originaria di Mario Altarui, ospita il bosco denominato delle Penne Mozze. Questo nome», aggiunge Ferella, «richiama direttamente la morte di un alpino che cadendo, a causa di un colpo mortale, provoca la rottura della penna sul cappello, caratteristica distintiva di questo straordinario corpo militare. Dall’originaria idea di un luogo della commemorazione per tutti gli alpini della Marca Trevigiana, oltre 4mila, caduti durante lo svolgimento del proprio dovere, ci si trova oggi di fronte a un luogo in cui sempre più sezioni da tutta Italia aderiscono alla commemorazione dei propri caduti, affiggendo il proprio nome al cosiddetto Albero della Memoria. Se una manifestazione di questo tipo può essere interpretata come un solo punto di incontro, ricordo e memoriale da parte degli Alpini, bisogna invece prendere atto che manifestazioni di questo tipo, da quelle parti, coinvolgono tutti e ognuno sente di dover esprimere la propria gratitudine partecipando alle cerimonie civili e alla celebrazione della messa. La particolare attenzione riservata alla Sezione Abruzzo e al gruppo di Paganica è stata ribadita in ogni singolo intervento, e non solo. Non potremo mai dimenticare il grado di accoglienza che ci è stato dato dai gruppi di Tarzo, Lago e di Fregona. Ma voglio sottolineare anche il grande amore dimostrato dalle istituzioni locali nei nostri confronti e degli alpini tutti. Non è passata per nulla inosservata, all’arrivo nel comune di Fregona, l’accoglienza del sindaco con tanto di fascia tricolore. Così come il sindaco del comune di Tarzo che ha voluto a tutti i costi passare la serata in nostra compagnia. Mi auguro che quanto scritto possa essere utile a comprendere quanto lo spirito che porteranno con sé tutti gli alpini, nella prossima adunata nazionale, sarà di puro e semplice amore fraterno per tutto il nostro territorio. Invito quindi a riflettere sul fatto che ognuno, nel suo piccolo, potrà essere fautore della riuscita dell’evento anche solo donando un gesto di accoglienza semplice, un sorriso, un abbraccio».
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