Ferella: «Paganica dimenticata»

Il consigliere attacca l’assessore Di Stefano: mai un confronto reale sulla ricostruzione delle frazioni
L’AQUILA. È polemica a distanza tra Daniele Ferella (Tutti per l’Aquila) e l’assessore Pietro Di Stefano sulla ricostruzione di Paganica. Dopo un botta e risposta a scendere in campo è di nuovo Ferella. «Di Stefano è ancora sotto attacco», dice, «questa volta in riferimento alla ricostruzione della frazione di Paganica. Sembra quasi ci sia una sorta di accanimento nei suoi confronti. Perché prendersela con lui, infatti, se la “colpa”, a suo dire, è dei tecnici? Adesso basta! È dal 2009 che l’assessore alla (non) ricostruzione ha stabilito che si fa come dice lui e non altri. Mai un confronto reale. Già a partire dall’approvazione del fasullo Piano di ricostruzione, infatti, si è palesata la mancanza di volontà rispetto a un vero confronto. Ancora oggi nutro seri dubbi sulla legittimità dell’atto, vista la mancanza dei pareri, obbligatori ma non vincolanti, dei consigli di circoscrizione. Ricordo, poi, la mancanza di riferimenti in scheda parametrica che consentano quantificazioni relative ai vincoli paesaggistici gravanti su Paganica. Dal 2012, inoltre, si è passati al sistema della scheda parametrica e gran parte dei tecnici, seguendo i consigli dell’amministrazione, hanno riformulato il loro lavoro usando tale metodo. A questo punto verrebbe quasi da pensare che hanno fatto bene a non fidarsi coloro che hanno presentato e vinto numerosi ricorsi al Tar. Eppure una cosa sensata era stata concepita per Paganica: l’istituzione dell’area a breve. Si decideva di dare priorità nella ricostruzione a tutta la fascia esterna al centro storico: la piazza, il corso, le aree di Sant’Antonio, della Petogna, degli Abbati, le aie del colle, e ancora di Fontevecchia, degli Stefanegli, del Pianello. Poi la nuova suddivisione con criteri (discutibili almeno in parte) che rimette in discussione tutto. L’assessore ha almeno un’idea di quante prime case ci siano in queste zone, di quanti locali commerciali, della possibilità di allaccio dei sottoservizi, dei tempi di cantierizzazione, dell’opportunità di non ricostruire a casaccio? L’assessore ha minimamente idea di quanti lavoratori rischiano il posto di lavoro per questo cambio repentino e non condiviso di programmazione? Evidentemente no! Saprà di certo che c’è stato un incontro col sindaco al quale anche lui avrebbe dovuto partecipare. Eppure non c’era. Non una parola, non un atto successivo a quell’incontro. Ebbene, visto che il consigliere Salem si sta occupando della questione, sono certo che sarà pronto a firmare una proposta di delibera, che depositerò a breve, perché l’intero consiglio comunale possa esprimersi nel merito».
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