Ferito alla Marelli, la Fiat avvia verifiche

3 Dicembre 2016

L’azienda: «Vogliamo capire i motivi dell’incidente». Per i sindacati va affrontato il tema sicurezza

SULMONA. I vertici della Magneti Marelli provano a spegnere lo strascico di polemiche conseguente all’incidente sul lavoro accaduto a un operaio.

Nei giorni scorsi, un 46enne di Castelvecchio Subequo, stava lavorando alla foratrice quando la giacca della sua divisa si è impigliata al macchinario che gli ha perforato mano e braccio. L’intervento tempestivo del collega, che ha bloccato la macchina, ha impedito la tragedia.

L’uomo, trasferito all’ospedale dell’Aquila, ha rimediato un trauma contusivo dell’omero guaribile in 15 giorni.

«Fortunatamente ci risultano non essere gravi le condizioni dell’operaio», intervengono dall’ufficio stampa della Fiat di Torino, «stiamo verificando i motivi che hanno provocato questo infortunio sul lavoro».

Per sindacati e lavoratori non ci sarebbero dubbi sulle cause dell’incidente. L’incidente è avvenuto nel reparto in cui vengono forati i mozzi per il Ducato, che si assembla alla Sevel di Atessa.

«Più volte abbiamo segnalato pericoli», incalzano le Rsa della Fiom-Cgil, «non è tollerabile utilizzare dei macchinari che possono mettere a rischio l’incolumità dei lavoratori». E proprio partendo da questo assunto è partita una batteria di scioperi, organizzata dalla Fiom-Cgil, di un’ora l’uno alla fine di ogni turno. La mobilitazione e l’infortunio, che arriva a pochi mesi di distanza da un altro incidente nello stesso reparto, hanno però riacceso gli animi all’interno dello stabilimento sulla Statale 17.

Tutto ciò dopo che in estate sembrava tornato il sereno, con l’assunzione a luglio di 43 nuovi operai, tutti giovani e del territorio, per interrompere il regime continuo di cassa integrazione e provare a stare dietro ai ritmi produttivi serrati della Sevel. Nelle prossime assemblee sindacali, dunque, si tornerà a parlare di sicurezza all’interno della prima fabbrica del territorio coi suoi 636 occupati. La storica intesa sui approvata a stragrande maggioranza il 7 luglio scorso non ha soltanto eliminato la turnazione continuativa sui 18 turni, ma è andata oltre, prevedendo l’assunzione di 43 operai e verifiche mensili su turnazione, investimenti, analisi dei carichi di lavoro e delle condizioni di salute e sicurezza.

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