Ferito e in coma, si sospetta l’aggressione

Ex ferroviere di 61 anni trovato sul pavimento di casa dalla figlia. Emersi dubbi dopo l’ispezione della squadra anticrimine
SULMONA. È stato trovato dalla figlia esanime sul pavimento nell’appartamento di piazza Tacito dove vive da solo. Vicino a lui tanto sangue e un po’ di disordine nei mobili e nella stanza. Ha tutte le caratteristiche del giallo il ferimento di un sulmonese di 61 anni, F.R.. L’uomo è ricoverato in gravissime condizioni, nel reparto di terapia intensiva, e la sua vita è appesa ad un filo. Respira con l’aiuto delle macchine e la prognosi è strettamente riservata, coi medici che stanno facendo tutto il possibile per strapparlo alla morte. All’origine una ferita alla testa che ha lasciato molti dubbi ai medici ma soprattutto alla squadra anticrimine del commissariato che a distanza di due giorni dal fatto, avvenuto lo scorso 8 di febbraio, si è recata nell’appartamento per un accurato sopralluogo. Sarebbero emersi nuovi elementi che farebbero pensare che l’uomo non si sia procurato da solo la ferita, ma che sia stato colpito da qualcuno. Quindi un’aggressione.
Ufficialmente non ci sono indagati ma al terzo piano del palazzo di giustizia sono convinti che dietro il ferimento dell’uomo possa nascondersi qualcosa di molto grave e di diverso dal fatto accidentale o dall’incidente domestico. Ed è per questo che almeno per altre tre volte la squadra anticrimine del commissariato è tornata nell’appartamento di piazza Tacito dove vive l’ex macchinista di Trenitalia.
I fatti risalgono a venerdì 8 febbraio quando la figlia del 61enne, entrando a casa, ha trovato il genitore, privo di sensi, riverso sul pavimento. Alla vista del padre ferito la giovane si è attaccata al telefonino e ha chiamato il centralino del 118 chiedendo che un’ambulanza accorresse in aiuto del genitore. Dopo pochi minuti il personale del 118 era già sul posto con una squadra di soccorso. Alla vista dell’uomo privo di sensi, e constatata la gravità della situazione, il personale del 118 ha tentato di rianimarlo. Ma dopo vari tentativi andati a vuoto il medico ha deciso di trasportarlo al pronto soccorso per sottoporlo a terapie più efficaci. La corsa in ospedale, e il ricovero in rianimazione perché nel frattempo l’ex macchinista delle Ferrovie dello Stato è andato in coma, tanto che i medici del reparto di terapia intensiva lo hanno immediatamente collegato alle macchine in modo da facilitargli la respirazione e l’azione cardiaca. Il suo cuore, infatti, già dall’arrivo in ospedale era apparso affaticato e in affanno. Passata l’emergenza, le condizioni del 61enne sono rimaste sempre stazionarie nella loro gravità. Il giorno dopo il referto dell’intervento è finito nelle mani della polizia. E dopo aver letto che molto probabilmente la ferita alla testa che aveva mandato in coma l’ex ferroviere era stata provocata da una caduta accidentale in casa, la polizia ha deciso di avviare i necessari controlli per verificare se quanto dichiarato dalla figlia rispondesse a verità. Da qui la decisione di effettuare un sopralluogo nella casa dove era avvenuta la caduta. La squadra anticrimine, con l’ausilio del personale della Scientifica, ha passato le stanze al setaccio. Trovando alcune situazioni che hanno fatto sorgere qualche dubbio sul fatto che l’uomo si sia ferito da solo. In quella casa sono tornati altre due volte fino a ieri quando la Procura ha deciso che sul caso andava aperto ufficialmente un fascicolo, per ora contro ignoti.
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