Fermare il crimine con l’adozione di una telecamera

Piano comunale rivolto ai cittadini, si paga fino a 4mila euro Il consigliere Tonelli: «Prezzi esorbitanti, molti rinunciano»
AVEZZANO. Per arginare il crimine non si possono adottare militari, ma delle telecamere sì. Occhi elettronici per contrastare soprattutto i reati contro il patrimonio, divenuti allarmanti negli ultimi anni. Ad Avezzano è nata con questo presupposto l’operazione sicurezza voluta dal Comune, con la prerogativa che occorre il fattivo contributo della cittadinanza. Tale progetto consente a privati e aziende di donare all’amministrazione comunale una o più telecamere “aggiuntive” a tutela di una zona specifica della città. Tre le donazioni previste, per una spesa minima di 2.300 euro e una massima di 4mila. Le prime richieste di adozione sono arrivate da un gruppo di residenti del centro e da un’azienda privata.
Ma come funziona il progetto? La proposta del Comune è rivolta a privati, aziende e comitati di quartiere. Ogni telecamera adottata andrà a incrementare il sistema di telecontrollo già attivo. La telecamera dovrà inquadrare uno spazio pubblico, che può anche rivestire interesse per lo stesso privato, come ad esempio la strada della propria abitazione, o azienda, o la piazza del quartiere e centro di aggregazione della comunità locale. Attraverso un collegamento senza fili, tutte le telecamere installate faranno riferimento alla centrale operativa del Comune di Avezzano, allestita nel comando di polizia locale ed entreranno a far parte del sistema di videosorveglianza comunale. Il progetto è stato strutturato in modo da poter essere potenziato con ulteriori telecamere ad altissima definizione, disposte nelle principali vie d’accesso, con possibilità di essere dotate anche di software “intelligenti” (per esempio per la lettura delle targhe delle auto). Le telecamere adottate andranno a incrementare il sistema di videosorveglianza – inaugurato a fine gennaio – che conta circa 50 apparati elettronici. Sistema costato 150mila euro e finanziato con fondi europei. «Donando una o più telecamere», afferma Luca Montanari, dirigente della polizia locale e direttore delle risorse umane del Comune di Avezzano, «si metterà a disposizione, senza costi aggiuntivi, un sistema tecnologicamente avanzato di controllo di una strada pubblica a cui si tiene in maniera particolare. In caso di atti illeciti gli organi di polizia locale avranno a disposizione un archivio video tale da consentire, con estrema velocità, l’individuazione di chi ha commesso il reato. Quali benefici? Innanzitutto, un cittadino non può avere un vigile a ogni angolo. Con le telecamere installate nelle proprie abitazioni, inoltre, non si possono controllare gli spazi pubblici. La visione delle immagini spetta esclusivamente a un corpo di polizia, che a differenza delle telecamere casalinghe possono conservare le immagini non per 24 ore ma per sette giorni. Il costo dell’adozione è a carico del privato o dell’azienda, che deve versare l’importo sul conto corrente del municipio. La manutenzione futura dell’impianto spetta al Comune». Per le adesioni è disponibile l’apposito modulo, da indirizzare al sindaco Gianni Di Pangrazio, sul sito del Comune (www.comune.avezzano.aq.it).
Ma secondo Claudio Tonelli, consigliere di centrodestra all’opposizione, il progetto ha dei lati oscuri. «Innanzitutto sono insufficienti le telecamere del Comune in un territorio vasto come quello di Avezzano», sottolinea Tonelli, «eppoi mi risulta che non tutte le telecamere sono perfettamente funzionanti. L’adozione va anche bene, ma non a questi prezzi esorbitanti. Nel mio quartiere volevamo adottarne una, ma ci abbiamo rinunciato».
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