Fermate soppresse, è polemica

I pendolari lanciano una petizione per il ripristino delle “stazioni” intermedie
L’AQUILA. La scelta del Comune di eliminare le fermate intermedie delle autolinee extraurbane crea moltissimi disagi all’utenza, e sul tavolo dell’assessore alla mobilità arriva una petizione per il ripristino delle fermate intermedie. Il problema riguarda centinaia di pendolari che arrivano da Avezzano e Roma, che lavorano in molti uffici aquilani. Fino a qualche tempo fa, gli autobus delle linee extraurbane facevano alcune fermate intermedie che permettevano agli utenti di non scendere necessariamente alle fermate dell’ex Amiternum (oggi albergo MySuite) e al terminal di Collemaggio. Nella raccolta firme, indirizzata al sindaco Pierluigi Biondi e all’assessore alla mobilità si evidenzia «il disagio causato dalla decisione presa dal Comune dell’Aquila con la quale sono state soppresse le fermate intermedie delle autolinee extraurbane, lasciando come fermate autorizzate solo quelle dell’ex Amiternum e del capolinea al terminal. Questa scelta sta comportando grandissimi disagi ai pendolari che non riescono a raggiungere in tempo le sedi lavorative. Molti utenti, dopo questa modifica», si legge nella petizione, «si sono visti costretti ad utilizzare i propri mezzi con un notevole aggravio di costi per intere famiglie già in difficoltà in questo particolare e difficile periodo che stiamo vivendo, e con un calo dell’utenza del servizio pubblico. Cosa chiediamo?», conclude la nota, «il ripristino delle “vecchie” fermate». Il problema riguarda i lavoratori di un gran numero di uffici pubblici. Alcuni di loro raccontano che la soppressione delle fermate, realizzata forse per creare un collegamento diretto tra le linee Tua e quelle comunali dell’Ama, non avendo la fermata e dovendo aspettare che arrivi il bus urbano, a volte per arrivare in ufficio venendo da Avezzano ci vogliono più di due ore. C'è chi parte la mattina presto e con i tempi morti che la nuova situazione comporta, rischia di tornare a casa a notte fonda. (r.p.)
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