Festa dei serpari in altra data? Il vescovo boccia i politici

SCANNO. La proposta di rimuovere i festeggiamenti di San Domenico Abate di Cocullo nella giornata del primo maggio non piace a monsignor Angelo Spina. Il vescovo della diocesi di Sulmona invita gli...
SCANNO. La proposta di rimuovere i festeggiamenti di San Domenico Abate di Cocullo nella giornata del primo maggio non piace a monsignor Angelo Spina. Il vescovo della diocesi di Sulmona invita gli operatori turistici di Scanno e dell’intera Valle del Sagittario a darsi da fare per sfruttare meglio il grande afflusso di devoti e curiosi che, approfittando del giorno festivo nazionale, si recano a Cocullo.
«Dico cose che forse non spettano a me» ha detto monsignor Spina «ma in occasione della festa di San Domenico di Cocullo, che richiama ventimila persone nel nostro territorio, dovremmo essere bravi a proporre pacchetti turistici che invogliano a soggiornare chi viene solo per la festa, con un’articolazione molto intelligente tra tutte le splendide località della zona. Bisogna lavorare non l’uno contro l’altro, ma l’uno per l’altro con le dovute distinzioni. Naturalmente Cocullo non ha quello che ha Villalago e Villalago non ha quello che ha Scanno. Ma mettendo insieme queste potenzialità ognuno potrebbe raccogliere ottimi frutti».
A proporre al sindaco di Cocullo Nicola Risio e allo stesso vescovo Angelo Spina l’idea di togliere la cerimonia dei serpari nella giornata del primo maggio, in coincidenza con la festività nazionale, sono stati gli amministratori municipali di Scanno. Il consiglio comunale, con 6 voti favorevoli e il voto contrario dell’ex sindaco Patrizio Giammarco, ha approvato un ordine del giorno, rivendicando i danni che provoca all’economia turistica di Scanno la festa di San Domenico Abate. Per gli amministratori del centro lacustre svolgere la nota celebrazione di uno dei riti d’Abruzzo più famosi nel mondo nella giornata della festa dei lavoratori compromette gli interessi degli operatori turistici. Quest’anno la festa, che ha richiamato a Cocullo migliaia di persone per il suo forte impatto religioso ed emotivo, ha paralizzato per tutto il giorno la circolazione stradale dell’intera zona, facendo crollare gli affari delle attività economiche di Scanno. La decisione di spostare la festa di San Domenico Abate, dopo tre secoli di storia, fu assunta nel 2011 dal Comune di Cocullo che comunque si è detto contrario a rimuovere un altra volta la data dei festeggiamenti. E anche qualche imprenditore scannese, negli ultimi giorni, sembra prendere le distanze dalla richiesta degli amministratori comunali di spostare la festa.
«Sono davvero allibita» ha commentato Alessandra Mastrogiovanni, titolare di un bed & breakfast a Scanno «poiché il famoso rito di Cocullo nel giorno di festa nazionale porta più gente. Ma il sindaco, prima di intervenire, con quali operatori ha parlato?».
Massimiliano Lavillotti
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