Festa di San Domenico: in 10mila al rito dei serpari

Già alcune migliaia le firme raccolte per il riconoscimento da parte dell’Unesco A Cocullo anche il presidente D’Alfonso: «Pronto a sostenere la candidatura»
COCULLO. Circa diecimila persone hanno preso d’assalto Cocullo, per assistere al rito dei serpari in onore di San Domenico e alla processione che si è svolta regolarmente nonostante il freddo e l’annunciata pioggia che, alla fine, non c’è stata. Tanto che il vescovo di Sulmona, Angelo Spina ha ringraziato il Santo per aver fatto un piccolo miracolo. Un rito che si ripete da secoli tra paganesimo e religione e che sprigiona un fascino unico con i serpenti che per un giorno diventano protagonisti assoluti dell’evento.
Domenica in occasione dei festeggiamenti è stata anche avviata la raccolta di firme finalizzata al riconoscimento del rito dei serpari di Cocullo quale patrimonio Unesco e in poche ore ne sono state raccolte alcune migliaia. Secondo il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, presente a Cocullo, sussistono tutte le caratteristiche affinché questa particolare rievocazione sia riconosciuta come patrimonio immateriale dell’Unesco.
«Posso dire che questo rito è un elemento di grande riconoscibilità non solo dell’Abruzzo interno, ma di tutta la regione. Ha una sua irripetibilità e anche una sua capacità educativa. In ragione di questo penso che vada sostenuta la candidatura. Voglio fare qualcosa come Regione e migliorare il superamento delle difficoltà organizzative che immagino siano importanti per un piccolo comune. Riconosco a questo rito un valore significativo e una straordinarietà religiosa perché il tema del serpente e il tema della protezione sono grandi temi della cristianità». (c.l.)
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