Festa patronale nel paese-fantasma

A Ortolano tre giorni dedicati alla Madonna degli Angeli, alpini mobilitati. Due anni fa lo sgombero tra sisma e slavina
CAMPOTOSTO. Ortolano è una piccola frazione del Comune di Campotosto a una ventina di minuti di macchina da Amatrice. I terremoti del 2016 e del 2017 hanno aggravato i danni che c’erano già stati nel 2009. Nel gennaio del 2017 una slavina provocò una vittima, Enrico De Dominicis. Una targa posta dagli alpini nella piazzetta ne mantiene vivo il ricordo. Ma chi è legato al piccolo borgo non vuole farlo morire e da domani al 4 agosto ci sarà comunque la festa parrocchiale dedicata alla Madonna degli Angeli.
SAN FRANCO. Ortolano è da sempre legato anche a san Franco, il santo nato a Roio a cui è stata dedicata una chiesa. Fulgenzio Ciccozzi, originario di Roio Piano, racconta l’attuale situazione di Ortolano. «La frazione montana», scrive Ciccozzi, «ultimo centro abitato della provincia aquilana, è immersa in un mare di verde, proprio nel cuore del parco nazionale Gran Sasso-Laga. Il piccolo borgo è adagiato accanto alla strada principale, proprio sotto l’ombra dei tre monti le cui guglie si ergono impettite ai suoi fianchi, avvolte da una folta vegetazione. Dalla via quasi si ode il vociare del fiume Vomano le cui acque scorrono impetuose infrangendosi sulle rocce che affiorano nella gola sottostante. Il 18 gennaio del 2017, il paese è stato colpito da un terremoto che ebbe come epicentro Campotosto, da allora il piccolo centro appenninico non è più abitato. Quel maledetto giorno, freddo e nevoso, Ortolano pianse la perdita di un suo figlio rimasto vittima di una slavina: Enrico De Dominicis. Gli ultimi residenti hanno trovato ricovero altrove: alcuni sono stati spostati nei villaggi provvisori ubicati in posti non proprio limitrofi al luogo di origine (tra questi, Montorio al Vomano e Coppito). Velia è una di loro. L’anziana signora dice che lei – nonostante il paese sia pressoché abbandonato – non può fare a meno di affacciarsi nei fine settimana alla casa che l’ha vista nascere e crescere. È tra quei muri, in mezzo a quei vicoli e tra quei monti che sono custoditi i suoi ricordi e le sue emozioni. Così come Vilma Migliozzi, una ragazza che con i familiari e la sua bambina, quasi tutti i weekend si sposta da Montorio, dove risiede e lavora, a Ortolano. Lei è consigliera al Comune di Campotosto. Attraverso il ruolo istituzionale e come membro dell’associazione culturale “I Tre Monti” cerca di dar voce alla sua comunità. Lotta, insieme ad altri, affinché il suo paese non resti solo un ricordo per le future generazioni o magari rimanga una semplice indicazione nelle cartine geografiche. Vilma – con suo padre e altri di Ortolano, proprio per mantenere vive le tradizioni – sta organizzando la festa della Madonna degli Angeli e degli Alpini che si terrà i giorni 2, 3 e 4 agosto. Ramazza alla mano, alcuni volenterosi hanno pulito la piazzetta e la strada dinanzi al villaggio. Hanno dovuto coprire i cassonetti per la raccolta dell’immondizia. Sono stati costretti a farlo perché i contenitori della spazzatura vengono utilizzati indiscriminatamente dalle persone di passaggio che in quel punto trovano un facile approdo per liberarsi anche di materiali ingombranti. Con Vilma ci rechiamo nella sottostante chiesetta dedicata a San Franco. Non nascondo una certa emozione; dopotutto la casa nativa dell’eremita si trova proprio a Roio Piano. L’edificio sacro non ha subìto grandi danni dal terremoto, però necessita assolutamente della sistemazione del tetto per evitare che le intemperie ne compromettano definitivamente la stabilità. La vita religiosa di San Franco è iniziata a Roio, è maturata a Lucoli, e ha trovato il suo epilogo sui monti del Gran Sasso. E proprio nei paesi come Assergi e Ortolano che il santo trovò accoglienza e un terreno fertile per diffondere i suoi insegnamenti. La caparbietà nel lottare, oltre che uno smisurato amore per il luogo natio, animano gli abitanti di Ortolano, i quali, nonostante il difficile iter burocratico per il recupero degli immobili, che vede il sovrapporsi di diverse normative, non vogliono che il loro resti per sempre un paese fantasma».

