Feste di laurea, c’è il decalogo anti incivili

Dopo le foto choc dei bagordi il Senato accademico corre ai ripari: stop schiamazzi, striscioni e coriandoli
L’AQUILA. Niente più feste o banchetti all’interno dell’Ateneo dopo le sedute di laurea. A stabilirlo è un decalogo di norme di comportamento da tenersi da parte dei laureandi e dei loro accompagnatori, sottoscritto dallo stesso Senato accademico. Tutti i laureandi, al momento della consegna della documentazione, saranno invitati a firmare il documento e a rispettare le regole. La principale novità riguarda proprio i festeggiamenti che, è spiegato nel documento, «devono svolgersi esclusivamente fuori dalla struttura avendo cura di mantenere un comportamento sobrio e consono al luogo e di evitare qualsiasi eccesso». In particolare il decalogo recita: «È vietato sporcare gli spazi interni ed esterni dell’Università con alimenti e bevande, coriandoli e similari; è vietato affiggere manifesti, volantini, cartelli all’interno e all’esterno della struttura». Insomma, niente più feste dopo la proclamazione dei neo dottori e neanche cartelloni goliardici all’esterno delle aule della proclamazione, come accaduto per anni. Ad accompagnare la discussione delle tesi deve essere «un comportamento adeguato alla solennità della cerimonia. Gli studenti e gli invitati» secondo il Senato accademico, «devono partecipare all’evento in modo festoso ma al contempo rispettoso dell’istituzione universitaria. Vanno evitati schiamazzi, cori, condotte inappropriate al contesto». Il decalogo, inoltre, vieta di sostare negli spazi interni dopo la proclamazione: «I laureati e i loro invitati sono tenuti ad accomodarsi all’esterno della struttura. Inoltre, per ragioni di sicurezza è vietato rimanere in piedi ostruendo i corridoi e le vie di fuga». Giro di vite anche sulle fotografie durante le sedute di laurea: «l’Ateneo è estraneo a qualsiasi rapporto contrattuale tra laureando e fotografo anche nel caso in cui vi siano fotografi autogestiti presenti in aula».
E per chi non rispetta le regole, il rischio è piuttosto alto: «Il presidente della commissione giudicatrice potrà sospendere la seduta di laurea in caso di mancanza delle condizioni di decoro e di sicurezza e l’Ateneo provvederà a segnalare l’accaduto alle autorità competenti in caso di inosservanza delle regol».
Dunque, addio ai bagordi per i neo dottori, almeno nelle aule universitarie. (m.c.)
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