Feste pasquali, alberghi con poche prenotazioni

Casaccia: siamo fermi al 30 per cento ed è grande il divario tra centro e periferia Santacroce: occorre programmare azioni volte alla promozione della città
SULMONA. Prenotazioni a due velocità nelle strutture alberghiere cittadine dove la Pasqua fa da spartiacque tra gli hotel del centro storico e dell’immediata periferia. Differenze già confermate durante la settimana del convegno internazionale di studi ovidiani e del Certamen, che si consolidano ora anche in occasione della Settimana Santa. Le prenotazioni sono al momento ferme al 30 per cento e la “passione” degli albergatori si concentra sulle prenotazioni dell’ultimo minuto. I riti pasquali sulmonesi, soprattutto la Madonna che scappa in piazza, restano gli eventi clou del turismo cittadino, in grado di attirare ogni anno migliaia di visitatori e turisti, per un giro d’affari di circa 4 milioni di euro. Conferma l’andamento in chiaro-scuro tra centro e periferia Gianluca Casaccia, presidente del Consorzio albergatori sviluppo turistico “Cuore dell’Abruzzo”, che raggruppa cinque strutture (hotel Armandos’s, Rojan, Le Ginestre, Sagittario, residenza Villa Giovina) e più di 150 camere.
«Purtroppo le prenotazioni sono ferme al 30, 31 per cento», ammette, «e le differenze tra centro, inteso all’interno delle mura, e strutture immediatamente fuori sono nette. In centro storico ci sono alcuni hotel che sono già pieni, fuori dal perimetro antico della città le prenotazioni sono basse e in quella che possiamo chiamare periferia sono pari allo zero. Per questo speriamo nel last minute». Stesso auspicio del presidente dell’associazione albergatori, Domenico Santacroce, che raggruppa quattro hotel (Albergo Stella, Manhattan Village, Ovidius, Meeting). «Purtroppo le cose non vanno bene», chiarisce, «è un problema perché continuiamo a pagare la psicosi del maltempo e del terremoto che da quest’inverno ha portato a un calo pauroso delle presenze in Abruzzo. Ora speriamo nelle prenotazioni dell’ultimo minuto, ma non credo si riesca a fare il consueto pienone di Pasqua». Per Casaccia, invece, «sarebbe utile avviare un confronto con l’amministrazione comunale e puntare maggiormente sulla promozione. Noi ci mettiamo a disposizione per un incontro con la giunta», aggiunge il giovane albergatore, «per pianificare un tavolo tecnico e programmare azioni mirate di promozione della città». Vanno decisamente meglio le cose nei ristoranti cittadini, ormai pieni da già qualche settimana, con qualcuno pronto al doppio turno per il pranzo di Pasqua. (f.p.)
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