Festival del libro, è scontro totale «Ora indaghi la Corte dei Conti»

16 Luglio 2023

All’opposizione non basta che il sindaco abbia cacciato il relatore Nerozzi accusato di antisemitismo «È un evento di partito finanziato con soldi pubblici, da noi interrogazione in consiglio e segnalazione»

L’AQUILA. All’opposizione non basta la cacciata del relatore accusato di antisemitismo Franco Nerozzi: ora il caso del festival “L’Aquila città del libro” finisce in interrogazione consiliare già per la seduta di domani e in segnalazione alla Corte dei conti. Insomma, è scontro totale.
«Ma veramente il sindaco Pierluigi Biondi pensa di cavarsela così, con una tardiva esclusione del prode Nerozzi?», esordiscono tutti i consiglieri comunali di opposizione Stefania Pezzopane, Paolo Romano, Simona Giannangeli, Enrico Verini, Lorenzo Rotellini, Stefano Palumbo, Gianni Padovani, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Alessandro Tomassoni, Massimo Scimia, Stefano Albano.
«L’evento previsto a fine luglio a L’Aquila è finanziato da Comune e Regione per 20mila euro ciascuno. Ma il Comune, non soddisfatto di concedere una cifra già così elevata a una associazione di Voghera, nella delibera in cui stanzia i fondi decide di concedere anche ulteriori vantaggi economici: l’esenzione dal pagamento dell’occupazione del suolo pubblico nelle giornate dal 28 al 30 luglio, la fornitura gratuita e montaggio di un palco da posizionare nel cortile dell'Emiciclo, la fornitura di transenne, la fornitura di 150 sedie, la fornitura di corrente elettrica, l’utilizzo gratuito di spazi istituzionali per affissione manifesti, l’esenzione della tassa di affissione per le locandine. Tutte cose aggiuntive assai onerose che vanno a gravare sullo sfiancato personale del Comune e sul bilancio dell’ente per le mancate entrate. E tutto questo sforzo economico e della struttura comunale farebbe immaginare la presenza di grandi autori».
Quindi ancora l’opposizione: «Invece no, il programma è solo la raccolta di alcuni dei principali nomi della ideologia di destra-destra, e gli esponenti politici invitati ai dibattiti-comizi sono solo di stretta osservanza destra sovranista. Si tratta in realtà di una kermesse di parte finanziata con soldi pubblici, infatti non ci sono le minime caratteristiche del “dialogo” richiamato dalla associazione in un comunicato». E ancora: «Il sindaco è anche assessore alla cultura, possibile che non conoscesse il programma con i nomi dei relatori, possibile che non ha sentito l’esigenza di far garantire un equilibrio politico e culturale, come deve avvenire in eventi finanziati con fondi pubblici? Ma la realtà è che non si tratta di un festival del libro, bensì siamo nel pieno di una festa della destra-destra a spese dei contribuenti. Non solo gli autori e gli ospiti, ma anche i politici invitati nei dibattiti sono solo di Fratelli d’Italia: Claudia Pagliericcio e Roberto Alfatti Appetiti ( non si capisce per entrambi a che titolo) e poi l’onorevole Alberto Bagnai della Lega. Più che confronto è un comizio di tre giorni a spese dei contribuenti. E gli autori presenti nel programma? Qualche esempio: Filippo Burla, con il suo libro edito da Altaforte, la casa editrice di CasaPound, così come Gian Piero Joime. Inaccettabile che eventi di questa natura siano finanziati da Comune e Regione in particolare nella città dei Nove martiri e delle stragi di Onna e Filetto e dei tanti caduti per la liberazione dal nazifascismo. Presentiamo una interrogazione al Sindaco ed una nota alla Corte dei Conti».(l.t.)
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