Festival Incontri, polemiche sulla parcella

12 Marzo 2019

Oggi scade il bando per il direttore artistico, finora 10 domande. L’Isa: il compenso non è di 150mila euro

L’AQUILA. Scade oggi, alle 18, il bando pubblicato dall'Istituzione Sinfonica Abruzzese (Isa), presieduta da Antonio Centi, per l’affidamento dell'incarico di direttore artistico del Festival Internazionale degli Incontri, il cartellone di eventi in via di definizione per le celebrazioni del decennale del terremoto dell’Aquila.
Il ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac) ha stanziato 700mila euro per gli eventi del decennale. E il sottosegretario al Mibac, Gianluca Vacca, ha affidato l’allestimento e la gestione delle celebrazioni all’Istituzione Sinfonica Abruzzese, dopo che era stata affidata al Tsa, al quale, per motivi non ancora chiari, è stata tolta dallo stesso ministero. All’Isa sono arrivate finora 10 domande, da tutta l’Italia. «Questo anche a dimostrazione che il nostro non è stato un bando-lampo, che affermato polemicamente da qualcuno, e poco chiaro o poco divulgato. Le domande per ricoprire il ruolo di direttore artistico sono arrivate da diverse parti d’Italia», fanno sapere dagli ambienti dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, «e questo a dimostrazione che non si è voluto tenere nascosto nulla. Il tempo, però, è stato brevissimo, per cui nello stesso giorno dell’approvazione del decreto, il 5 marzo scorso, e della pubblicazione sul sito, abbiamo emesso il bando. Prima non si sarebbe potuto fare per motivi evidenti, visto che non c’era neppure il budget a disposizione». Uno dei motivi che sta facendo serpeggiare polemiche in questi giorni, è la cifra riservata al compenso del direttore artistico. Negli ambienti culturali si parla di 150mila euro. Ma la cifra viene smentita in maniera decisa. «C’è un grosso equivoco di fondo, non si sa se per ignoranza oppure per malafede, con il quale si attribuisce questa cifra al direttore artistico del decennale», fanno sapere dall’Isa. «La legge prevede che sotto ai 40mila euro non ci sia alcun bando pubblico, ma si proceda per chiamata diretta. Da oltre 40mila euro a 150mila euro, è obbligatorio indire un bando nazionale; oltre i 150mila si deve fare ricorso a un bando diverso. Pur avendo la facoltà di poter procedere a chiamata diretta, proprio per una questione di trasparenza, è stato deciso di indire un bando nazionale. E sempre per la massima trasparenza, nella commissione per valutare le domande ci sarà un rappresentante del Mibac. E il compenso per il direttore non sarà certo di 150mila euro».
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