Fiamm, a casa 14 operai interinali

Avezzano, lavoravano in un settore in cui si è registrato un calo della produzione
AVEZZANO. Contratti non rinnovati per quattordici lavoratori interinali della Fiamm-Siapra. C’è una cauta preoccupazione nello stabilimento della zona industriale di Avezzano dove si producono batterie per auto e industriali. A 14 dei 150 dipendenti interinali del sito non è stato rinnovato il contratto perché impiegati in un’area specifica dove si è registrato un calo della produzione. Una situazione inaspettata per un’azienda solida dove negli ultimi anni si sono registrati investimenti e nuove assunzioni. Basti pensare, per esempio, che nell’ultimo quinquennio gli interinali sono passati da 73 a 150. Ora però il mercato è cambiato e la pandemia prima, e la crisi dell’automotive dopo, hanno creato problemi anche all’interno del sito avezzanese. «A margine degli ultimi incontri sindacali con i vertici aziendali», ha spiegato Antonello Tangredi segretario territoriale Fim-Cisl, «il sindacato ha puntato i piedi sulla necessità di aprire il confronto intorno a un tavolo di più ampie garanzie che, non solo diano risposte rispetto agli investimenti annunciati per l’anno corrente dalla società ma, ancor di più, per il prosieguo dell’attività industriale ad Avezzano. Lo stabilimento di Avezzano, in termini di fatturato e occupazione, rappresenta tanto e non è ammessa alcuna distrazione industriale, neanche pensando che il mondo dell’automotive sia proiettato sull’elettrico e il sito locale non ha questo tipo di indirizzo». Intanto c’è attesa tra i 500 dipendenti della Fiamm-Siapra per l’incontro che si terrà l’11 luglio a Montecchio Maggiore (Vi) dove si trovano una sede commerciale e una produttiva dell’azienda. In quella sede si parlerà anche della questione degli interinali e soprattutto si discuterà della loro stabilizzazione. «Conosciamo bene la problematica e stiamo con le antenne dritte in attesa di eventuali novità», ha evidenziato Alfredo Mascigrande, rsu Uilm-Uil, «sicuramente le cose sono in continua evoluzione e potrebbero cambiare già con le uscite anticipate. Determinante sarà l’incontro dell’11 luglio nel quale sarà fatta chiarezza su questa e altre situazioni che ci riguardano. Va precisato che episodi del genere li abbiamo già vissuti, anche se con numeri ridotti. Per ora c’è una cauta preoccupazione, rimaniamo però vigili per capire come evolveranno le questioni». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

