Fiamm, c’è l’accordo sui prepensionamenti

In venti pronti a lasciare il posto ad altrettanti lavoratori. Confermata la stabilizzazione per 25 precari
AVEZZANO. Venti dipendenti si preparano ad abbandonare la Fiamm e a lasciare il posto ad altrettanti nuovi lavoratori. Sale a 45 il numero degli operai che presto troveranno spazio nell’azienda del nucleo industriale dove si producono batterie per auto e industriali. Alla luce dell’accordo di secondo livello siglato nei giorni scorsi, e approvato dai dipendenti con il voto segreto, è stato infatti sottoscritto un altro capitolo dell’intesa che prevede il prepensionamento di 20 dipendenti e l’arrivo di altrettanti lavoratori che prenderanno il loro posto in fabbrica. «Questa è un’iniziativa di ampio respiro che Fiamm ha avviato già lo scorso anno e che in 20 giorni è riuscita a chiudere perché c’erano persone pronte per il prepensionamento», ha spiegato Alfredo Mascigrande, segretario organizzativo e rsu Uilm-Uil, «abbiamo per questo richiesto nuovamente all’azienda di accompagnare alla pensione i dipendenti che vorranno lasciare lo stabilimento mettendo la differenza che c'è tra lo stipendio medio che ciascuno di loro percepisce e la Naspi che ottengono quando decidono di andare via. La nostra è una fabbrica che esiste da 39 anni e molte persone prossime alla pensione sono ormai stanche e vogliono andare via. Grazie a questo accordo che abbiamo sottoscritto al lavoratore al quale mancano due anni per avere la pensione, gli verrà garantita dallo Stato la Naspi e dall’azienda la differenza per arrivare a percepire lo stesso salario medio che avrebbe preso se fosse rimasto al lavoro». Nella prima fase dell’accordo di secondo livello, inoltre, è stata confermata la volontà dell’azienda di stabilizzare 25 dipendenti attualmente precari. In questo modo ci sarà un vero e proprio cambio generazionale nel sito dove lavorano attualmente oltre 400 dipendenti.
«Stiamo svecchiando la fabbrica e per un certo senso stiamo rendendo il futuro più certo a tante persone che da tempo aspettavano di poter essere stabilizzate», ha commentato Antonello Tangredi, segretario territoriale Fim-Cisl, «questa è a oggi l’unica formula che abbiamo per dare una prospettiva sia ai tanti dipendenti precari che attendevano da tempo un contratto a tempo indeterminato e sia al territorio che potrà contare su una forza lavoro giovane». (e.b.)
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