Fiamm, forniture a rilento scatta la cassa integrazione

16 Marzo 2021

La misura, attivata a rotazione per due settimane, riguarda 278 dipendenti E alla LFoundry riparte il confronto coi sindacati sulla nuova turnazione

AVEZZANO. Parte la cassa integrazione, a causa del Covid, alla Fiamm, mentre alla LFoundry si riapre, dopo un lungo periodo di stallo, il confronto sulla nuova turnazione. L’azienda che produce batterie per auto e industriali ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali a causa di una carenza di materiali per la produzione. Da settimane, infatti, diversi stabilimenti industriali italiani stanno soffrendo per il mancato arrivo delle materie prime a causa dei disagi legati agli spostamenti e all’emergenza coronavirus. La Fiamm, che oggi conta circa 400 dipendenti, ha quindi deciso di ricorrere alla casa integrazione che è partita ufficialmente ieri. Gli ammortizzatori riguarderanno a rotazione 240 operai e 38 dipendenti di altri settori. Per il momento è stata attivata soltanto per due settimane, ma non è escluso che, se le difficoltà riscontrate dovessero protrarsi ulteriormente, l’azienda potrebbe chiedere un’estensione arrivando anche a cinque settimane.
Intanto, in LFoundry è ripresa la discussione sulla nuova turnazione. Ieri si sono incontrati i rappresentanti dell’azienda dove si producono memorie volatili, i delegati di Fim-Cisl, Fiom- Cgil, Uil-Uilm e Failms e le rispettive rsu. L’incontro si è svolto in parte in presenza e in parte da remoto.
«La discussione relativa ai temi dell’organizzazione del lavoro è ripresa sul turno 2-3 (un giorno, una notte e tre riposi con turni da 12 ore) e sullo smart working», hanno precisato i rappresentanti sindacali di stabilimento. «L’azienda si è resa disponibile ad affrontare da subito l’argomento della turnazione dichiarando la ferma posizione sui 15 rientri annui».
Al termine del confronto la delegazione sindacale ha inviato una proposta ai vertici dello stabilimento che conta 1.400 dipendenti.
Nelle intenzioni delle organizzazioni sindacali c’è l'aumento del cosiddetto premio organizzativo «12 ore rispettivamente da 4,5 euro per il giorno e 9 euro per la notte a 10 euro e 15 euro».
Un’idea sulla quale l’azienda ha deciso di riflettere chiudendo la riunione di ieri e aggiornando la discussione a giovedì alle 15. Nel frattempo ieri le segreterie nazionali di Fim- Cisl, Fiom-Cgil e Uil-Uilm hanno scritto al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti chiedendo un’immediata convocazione del tavolo su LFoundry. Tavolo ormai fermo da fin troppo tempo.
«In relazione al tavolo di monitoraggio su LFoundry di Avezzano già insediato al ministero dello Sviluppo economico», hanno precisato per le segreterie nazionali Augusto Bisegna, Fim-Cisl, Barbara Tibaldi, Fiom-Cgil e Michele Paliani, Uilm-Uil, nella nota inviata al Mise, «chiediamo, unitamente alle segreterie territoriali e alle rsu, un incontro di verifica complessiva sulla situazione aziendale, occupazionale e industriale in cui versa lo stabilimento LFoundry di Avezzano».
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