Fiamm-Siapra, le Rsu: è un accordo positivo

I sindacalisti interni allo stabilimento: donazioni di sangue e lutti? I premi solo a chi fa meno assenze
AVEZZANO. È un accordo positivo, secondo le Rsu, quello siglato tra la Fiamm-Siapra e le parti sociali per il rinnovo dell'accordo di secondo livello.
Il documento, che è passato anche al vaglio dei lavoratori, prevede, tra le altre cose, un premio di produzione che parte da 1.200 euro, la stabilizzazione di 18 dipendenti e poi la costituzione di una Commissione mensa e l'intesa sul Trattamento di fine rapporto. «Per noi è un accordo positivo, che certamente sintetizza tutte quelle che sono le aspettive dei lavoratori», hanno spiegato le Rsu dello stabilimento, Candidoro Bianchi, Lidio Martellone, Aquilino Di Felice, Angelo Seritti, Stefano D'Innocenzo e Alfredo Mascigrande. «In un'azienda complessa come la nostra è chiaro che ognuno esalta il suo orticello. Bisogna chiarire però che si è arrivati a un premio di produzione di 1.200 euro come base di partenza, mentre il punto più alto del passato era 1.150. Ci sono molti aspetti per i quali abbiamo trattato, come per esempio la 104. L'azienda ci aveva proposto un solo giorno su quattro ad agosto, perché è il mese in cui ci sono tre settimane di ferie, e un solo giorno su quattro a dicembre, perché siamo chiusi per le festività. Noi non lo abbiamo accettato e abbiamo chiesto quattro giorni su quattro tutti i mesi».
Gli operai del sito del nucleo industriale della città dove lavorano ogni giorno in 370 a tempo determinato e 60 interinali, riceveranno un premio di risultato che sarà pari a 120 euro in buoni spesa per tutti i quelli che hanno maturato da 12 a 24 mesi di anzianità lavorativa.
Per tutti gli altri che hanno sulle spalle da 25 a 47 mesi di anzianità sarà di 1.200 euro (di cui 230 a titoli di buoni spesa e 970 lorde) per il periodo da aprile 2017 a marzo 2018, di 1.300 euro (di cui 230 a titoli di buoni spesa) da aprile 2018 a marzo 2019, e 1.350 (di cui 230 a titoli di buoni spesa) da aprile 2019 a marzo 2020.
«È stato evidenziato il problema delle donazioni di sangue e dei lutti, assenze che non vengono riconosciute al fine del calcolo del premio di risultato», hanno continuato le Rsu, «così si dà un'immagine distorta di un accordo molto più complesso. Queste decisioni si trovavano anche in altri accordi, sempre basati sull'effettiva presenza del dipendente. È chiaro che viene premiato chi fa meno assenze. Domani (oggi) inizieremo le trattative per un inquadramento professionale di alcuni dipendenti in base alle esigenze aziendali degli ultimi anni. L'azienda dal 2010 a oggi è passata da 223 a 370 lavoratori, più gli interinali, è molto cambiata e ha esigenze diverse».(e.b.)
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