Fiamm-Siapra, riparte la trattativa

Tra le richieste dei sindacati il piano industriale e la stabilizzazione dei precari
AVEZZANO. I rappresentanti sindacali di stabilimento si siedono con i responsabili della Fiamm-Siapra per discutere dell’assetto lavorativo dell’azienda. Dopo la rottura del tavolo delle trattative è ripreso il dialogo tra azienda e parti sociali per l’accordo di secondo livello.
Nei giorni scorsi nella sede della Confindustria i vertici della fabbrica dove si producono batterie per auto e industriali e le rsu hanno azzerato le precedenti discussioni e rimesso tutto sul tavolo del confronto. Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm- Uil avevano infatti abbandonato la trattativa e proclamato lo stato di agitazione e il successivo sciopero per una carenza di dialogo sul piano per l’accordo di secondo livello. Ora però si è deciso di riprendere la discussione e questa mattina alle 10 ci sarà un nuovo confronto per il futuro degli oltre 400 dipendenti del sito.
«Stiamo cercando di capire in che modo affrontare la questione dell’accordo e da dove ripartire», ha commentato Alfredo Mascigrande segretario organizzativo della Uilm-Uil, «noi punteremo tutto su piano industriale, progettualità futura, e situazione dei lavoratori interinali. Sono dei punti sui quali vogliamo avere chiarezza fin da subito. E poi verrà rimesso in discussione l’intero impianto della piattaforma per l’accordo di secondo livello. Vogliamo capire cosa vuole fare l’azienda e quali sono i suoi obiettivi». Nel ritorno al tavolo della trattativa un ruolo fondamentale lo ha giocato la forte adesione allo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali del 90% dei dipendenti dello stabilimento. Un numero consistente che ha spinto le parti a riflettere e a capire che bisognava tornare a discutere. Per questo l’azienda ha chiamato i rappresentanti sindacali di stabilimento in Confindustria per ritornare a parlare dell’accordo di secondo livello.
«Bisognerà capire quale futuro c’è per i lavoratori interinali», ha concluso Mascigrande, «ogni piattaforma prevede uno scivolo per chi vuole lasciare prima il sito e andare in pensione e una stabilizzazione per chi invece non ha ancora un contratto fisso. Altro punto sul quale saremo attenti è quello della salute e della sicurezza per i lavoratori anche alla luce di quanto accaduto durante la pandemia». (e.b.)
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