Fiamme nel palazzo: «È un attentato»

1 Giugno 2016

Sgomberate 24 famiglie: salvati tre pensionati e una donna colta da malore. Il rogo divampato nei box auto

AVEZZANO. I vigili del fuoco non si sbilanciano: il “naso elettronico” ad alta sensibilità non ha rilevato la presenza di prodotti infiammabili. Serviranno più approfondite analisi di laboratorio per capire se c’è la mano dell’uomo dietro l’incendio nel garage del palazzo di via Piersanti Mattarella, lo stesso dell’occupazione abusiva di marzo sfociata nelle giornate ad alta tensione.

Ma l’ipotesi più verosimile è quella di un attentato incendiario, proprio alla luce delle recenti polemiche attorno all’edificio. Tensioni rialimentate dall’episodio di ieri mattina.

Non sono neanche le 8.30 quando una donna vede il fumo uscire dalle finestre dei box auto. Poi sente degli scoppi. «Il fuoco, il fuoco», si mette a urlare. Pochi istanti ed è il panico.

L’agglomerato multietnico che è il palazzo di via Mattarella si ritrova nel cortile: donne musulmane che in fretta hanno indossato il velo, rom della locale comunità avezzanese scesi in pigiama e ciabatte, dominicane e qualche italiano. Arrivano le prime squadre dei vigili del fuoco e i carabinieri della stazione di Avezzano e del nucleo radiomobile.

Tre anziani che hanno difficoltà a camminare vengono aiutati a scendere le scale. Una donna viene colta da un malore e l’ambulanza del 118 l’accompagna in ospedale. I pompieri indossano maschere e bombole e iniziano le operazioni per lo spegnimento del rogo. Il fumo è sempre più intenso, l’aria diventa irrespirabile. Ci vogliono quasi due ore di lavoro prima di avere un quadro più dettagliato dell’accaduto. Nel garage emerge lo scheletro di un’Audi TT. Altre vetture sono danneggiate. Parte del controsoffitto è crollata. Anche una moto è seriamente colpita dalle alte temperature sprigionate dal rogo.

I vigili del fuoco stanno compiendo approfonditi accertamenti per cercare di risalire all’esatto punto d’origine dell’incendio. Non si sa se è partito da una delle vetture parcheggiate o da alcuni mobili accatastati in un box. Suppellettili che appartenevano alla donna di origine marocchina, sposata con un uomo di Capistrello, cacciata dall’appartamento successivamente occupato da alcuni rom di una famiglia di Avezzano.

Gli inquilini in strada non nascondono la loro rabbia per l’accaduto e si lasciano andare alle ipotesi più disparate. Tutti hanno una certezza: il rogo è doloso, è stato un attentato.

Sul posto sono arrivati i tecnici del gas e, oltre ai carabinieri ai quali è affidata l’indagine, anche gli agenti del commissariato di polizia. Nella tarda mattinata i vigili del fuoco hanno accertato che l’edificio è agibile, fatta eccezione per il garage, e quindi gli inquilini sono potuti rientrare. Le case al primo piano sono quelle che hanno subìto i danni maggiori a causa del fumo.

Nel pomeriggio anche i tecnici dell’Ater, azienda proprietaria della palazzina, hanno compiuto un’ispezione. Per motivi di sicurezza è stato deciso di murare gli ingressi del garage.

Nei prossimi giorni i carabinieri porteranno una relazione in Procura.

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