«Fibre d’amianto in pieno centro storico»

La denuncia di alcuni residenti in via Colle di Roio, nel mirino il capannone dismesso della bocciofila
L’AQUILA. Si dicono molto preoccupati i residenti di via Colle di Roio, traversa tra via Roio e via Persichetti, in pieno centro storico. A suscitare le preoccupazioni l’ingombrante presenza di un capannone che prima del sisma ospitava una bocciofila. Il capannone, da anni inagibile, è realizzato quasi completamente in eternit, materiale il cui uso è stato abbandonato in quanto colpevole di rilasciare in atmosfera le pericolose fibre di amianto. Non è la prima volta che i residenti della via si lamentano per la presenza di quel manufatto. La prima volta lo avevano fatto nel 2019 con una corposa raccolta firme allegata a una segnalazione inviata all’Arta, agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, all'Asl e alla Polizia municipale. I residenti raccontano di risposte evasive e vaghe promesse di un intervento che poi, evidentemente, non si è mai concretizzato. Passati alcuni anni senza aver avuto risposta, o quantomeno una rassicurazione sulla non pericolosità del manufatto, i residenti sono tornai alla carica, nel 2023, con un’ulteriore nota che però, come la prima del 2019, non ha sortito effetto alcuno. Il capannone è adiacente alla canonica della chiesa di Santa Maria di Roio, gioiello architettonico lesionato dal terremoto e su cui da qualche mese sono in corso i lavori di recupero. Sulla canonica e, purtroppo, anche sul vecchio capannone, al momento non c'è traccia di lavori. I residenti chiedono rassicurazioni sull’eventuale presenza di amianto. Le lastre di eternit, infatti, sottoposte alle ingiurie del tempo dopo essere state lesionate dalle scosse sismiche, potrebbero continuare a rilasciare lentamente le fibre d’amianto. (r.p.)

