Figlia data in adozione dal giudice In tribunale s’incatena la mamma

AVEZZANO. Dura da nove giorni la protesta del papà avezzanese di 52 anni che si è incatenato fuori al Palazzo di giustizia dell’Aquila dopo che la figlioletta di cinque anni è stata data in...
AVEZZANO. Dura da nove giorni la protesta del papà avezzanese di 52 anni che si è incatenato fuori al Palazzo di giustizia dell’Aquila dopo che la figlioletta di cinque anni è stata data in affidamento a un’altra famiglia. Ieri alla protesta si è unita anche la mamma 42enne della piccola. Con le catene ai polsi, la coppia ha sfidato il sole fino a quando la donna ha accusato un lieve malore. Con una sentenza del 28 ottobre scorso, i giudici hanno dichiarato lo stato di adottabilità della piccola e di conseguenza il decadimento della responsabilità genitoriale, vietando ogni contatto con i familiari. Decisione diversa, invece, per il fratello di 15 anni per il quale il tribunale, nella medesimo sentenza, ha disposto il non luogo a procedere in ordine allo stato di adottabilità. Una disparità di trattamento che mamma e papà ritengono essere una vera e propria ingiustizia.
La vicenda ha inizio nel 2015 quando i due minori vengono affidati ai servizi sociali e collocati in casa famiglia «alla luce delle gravi condizioni personali e sociali della coppia». Accuse che i genitori naturali, assistiti dall’avvocato Lorenzo Ciccarelli, respingono con forza, ritenendo non attendibili i test ai quali sono stati sottoposti, in virtù del fatto che la donna, di origini straniere, non sarebbe stata assistita da un interprete visto che non parla e comprende bene l’italiano. Il tribunale ha respinto l’Appello. Ai due non resta che sperare nella Cassazione. (f.d.m.)
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