Fina presenta la squadra: «Con Orlando Pd aperto»

20 Aprile 2017

Ecco i quattro candidati all’assemblea nazionale per la mozione del guardasigilli Benedetti: «Il renzismo è finito». Respinte le accuse per l’esclusione di Cialente

L’AQUILA. Polemiche sfumate su Cialente, il “grande escluso”. Poi la proposta di «partito aperto e inclusivo» per rafforzare il concetto. Così si sono presentati, all’Aquila, dopo il botta e risposta dei giorni scorsi, i candidati della mozione Orlando all’assemblea nazionale del Pd.

«La proposta Orlando è finalizzata alla rifondazione del Pd. Vogliamo un partito che rispetti il capitale umano e punti sul lavoro. Il “renzismo” è finito». Così ha esordito Carlo Benedetti, presidente della mozione Orlando, che ha presentato i candidati: il capolista Michele Fina, Emanuela Di Giovambattista, Stefano Albano, Simona Fasciani. Il primo espressione della Marsica, Di Giovambattista e Albano dell’Aquila e Fasciani di Sulmona.

Per Albano «la grande affluenza alle primarie aquilane riflette lo stato di una città che non vuole sentirsi terremotata, ma è al contrario dinamica. Crediamo che dinamica debba essere la politica: la scelta di Orlando è coerente con la strada intrapresa fin qui dal Pd aquilano, Orlando è il candidato giusto per la ricostruzione di un partito che dev’essere comunità e luogo di discussione». Per Di Giovambattista, «la scelta di Orlando ha un momento di maturazione nel referendum del 4 dicembre, che ci ha sbattuto in faccia le divisioni del nostro Paese. I giovani e le periferie hanno votato contro ed era necessaria una riflessione, che coincide con questo congresso. Nella proposta di Orlando ci sono le stesse ragioni che 10 anni fa portarono alla nascita del Pd». Fasciani ha rimarcato l’importanza del passaggio congressuale, parlando di un Pd che continua a dare «prova di democrazia, attenzione al confronto, predisposizione al cambiamento e crescita». «Non vogliamo un Pd di sinistra», ha detto Fina, «semmai ricostruire il Partito democratico come sintesi felice di politiche che vengono da lontano. Sono stato sostenitore delle ragioni del Sì al referendum costituzionale, con le nostre parole, però, non inseguendo slogan populisti».

Sull’esclusione del sindaco Cialente dalla lista per l’assemblea nazionale le polemiche sono state sfumate. La senatrice Pezzopane (capolista della mozione Renzi) aveva criticato la scelta parlando di «giochetti di potere». Il segretario del Pd di Celano Calvino Cotturone aveva replicato: «No a polemiche e campanilismi». Di Giovambattista e Fasciani respingono le accuse. «I nomi non sono stati calati dall’alto», ha ribadito Di Giovambattista, «le candidature sono condivise coi territori. Una polemica costruita più da altri che da Cialente». Fasciani: «Siamo noi i veri rottamatori».©RIPRODUZIONE RISERVATA